«Puntare sul porto di Ortona per risollevare l’economia dell’intera regione»

Alessandro Biancardi

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ORTONA. La richiesta arriva dal presidente della Commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci.

L'onorevole nel suo intervento alla tavola rotonda su “Porti e Trasporti, infrastrutture per lo sviluppo della provincia di Chieti” svoltasi nei giorni scorsi al Teatro Tosti di Ortona ha ribadito come le «infrastrutture siano state sempre al centro delle politiche dei governi di Berlusconi, tanto che dal 2001 ad oggi tantissimi sono stati gli interventi su alcune delle maggiori rete infrastrutturali del Paese. Proprio in questi giorni è in discussione al Senato un disegno di legge sui porti, per aumentarne le potenzialità, imponendo tempistiche certe anche sull’adozione dei piani regolatori dei porti, e per migliorarne l’efficienza attraverso un processo di sburocratizzazione». Valducci ha poi concluso ribadendo che «si sta lavorando per incentivare sempre di più il passaggio dal trasporto su gomma al trasposto su ferro e per mare, implementando così il ruolo dei porti dislocati sui circa ottomila chilometri  di costa del Paese».

Il Convegno organizzato dal Comune di Ortona, dalla Provincia di Chieti e da Confindustria è stato un importante momento di riflessione sulle politiche volte all’infrastrutturazione dei territori in modo integrato, in cui all’infrastrutturazione primaria va sommata anche quella messa in opera da soggetti di secondo livello come le Regioni, le città, le autorità portuali e gli enti locali economici.

«La politica- ha sottolineato l’onorevole Daniele Toto nel suo intervento- deve assumersi la responsabilità di fare delle scelte chiare e di sostenerle. Una regione come l’Abruzzo non può avere due aeroporti, o due interporti o due porti con la stessa vocazione. Se si è scelto di fare del porto di Ortona il porto commerciale d’Abruzzo allora bisogna lavorare unicamente in questa direzione, al di là di pressioni clientelari o di interessi particolari».

«La presenza degli operatori portuali, dei rappresentanti di Confindustria e della Camera di Commercio- ha rilevato Remo Di Martino, assessore provinciale e moderatore dell’incontro-ha portato all’attenzione problemi notevoli sui costi e sulle difficoltà che la mancanza di politiche strategiche nazionali e regionali rivolte all’ulteriore sviluppo del porto di Ortona provocherebbe all’intero processo produttivo, non solo provinciale ma anche regionale. L’intera area industriale della Val di Sangro, schiacciata in questo momento dalla congiuntura economica negativa a cui si aggiungono gli eccessivi costi di trasporto e logistica legati proprio all’impossibilità di sfruttare le grandi potenzialità del porto di Ortona, rischia di essere smantellata, provocando un danno incommensurabile all’economia della regione. Il Porto di Ortona deve quindi  rappresentare il nodo centrale della politica economica e di sviluppo della regione ma anche del governo nazionale per la sua posizione privilegiata con i mercati dell’est europa».

25/10/10 12.14