Concorso da vigile "esclusivo", Ministero manda le carte alla Corte dei Conti

Alessandro Biancardi

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RAPINO. L’Ispettorato per la Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha denunciato sindaco e amministrazione comunale di Rapino.

 

Lo ha fatto presentando un esposto alla Procura della Corte dei Conti per le illegittimità nell’espletamento del concorso per vigile urbano.

Sarà quindi la Corte dei Conti ad indagare sulle presunte irregolarità compiute: il Comune avrebbe impedito, anche secondo quanto denunciato dalla minoranza, di far partecipare tutti i cittadini che avevano i requisiti.

«Il concorso», spiegano i consiglieri d'opposizione Rocco Micucci, Rita Rosano, Rocco Pasquale,

Antonio Cellucci, «è stato volutamente riservato ai dipendenti del Comune, cui ha partecipato un solo concorrente che da fontaniere è stato promosso vigile. Le giustificazioni addotte dal sindaco basate su presunti risparmi, come ogni persona in grado di utilizzare una benché minima attività cerebrale può ben notare, sono patetiche oltre che nulle».

Infatti con ulteriore nota del 1° ottobre anche l’Ispettorato della Funzione Pubblica, dopo i rilievi

dei Consiglieri della Bilancia, ha ribadito che sono state violate le leggi e le norme che regolano l’accesso al pubblico impiego. Violazioni, ricorda l’Ispettorato, evidenziate anche dal Revisore dei Conti. «Ora», continuano Micucci, Rosano, Pasquale e Cellucci, «a meno che non si voglia tacciare di cospirazione e di incapacità i soggetti intervenuti, il sindaco qualche preoccupazione avrebbe dovuta porsela. Ma vista l’inerzia di fronte ai pesanti rilievi, su questa vicenda è stata presentata anche una interpellanza parlamentare al Ministro dell’Interno dal senatore Fabrizio Di Stefano». Cosa che avrebbe dato non poco fastidio al sindaco Cocciaglia.

«Il primo cittadino», ha fatto sapere Di Stefano, «dovrebbe essermi grato perché mi occupo da parlamentare non solo delle grandi cose che riguardano l’Abruzzo o dei grandi centri, ma anche di assicurare che i diritti di tutti i cittadini, anche di quelli dei piccoli comuni, siano rispettati. E visto quanto scritto dall’Ispettorato per la Funzione Pubblica, i miei dubbi sono più che legittimi».

Adesso l’Ispettorato chiede di conoscere anche quali provvedimenti siano stati presi nel frattempo a tutela di coloro che, in possesso dei requisiti, avrebbero potuto aspirare a partecipare al concorso pubblico.

«Esattamente quello che noi», ricordano i consiglieri della Bilancia, «esercitando il nostro diritto dovere di vigilanza sugli atti e sul corretto andamento dell’attività amministrativa, abbiamo chiesto con una diffida diretta a sindaco e Giunta per annullare tempestivamente il concorso con un provvedimento che si definisce “in autotutela”, al fine di evitare anche danni erariali al Comune».

22/10/2010 9.16