Confcommercio contro le aperture domenicali e festive a Lanciano

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Una nuova conferenza di servizi per annullare il provvedimento «illegittimo» approvato nella riunione di questa settimana, che ha cancellato le chiusure domenicali e festive nel territorio di Lanciano.

 

E' la richiesta lanciata da Confcommercio e sindacati dei lavoratori Cgil-Filcams, Cisl-Fisascat e Uil-Uiltucs, all'assessore alle attività produttive del Comune di Lanciano Graziella Di Campli e al sindaco Filippo Paolini. Secondo le organizzazioni l'atto - adottato con «l'incomprensibile atteggiamento passivo» del Comune di Santa Maria Imbaro e con il voto contrario del Comune di Rocca San Giovanni - non ha alcun fondamento normativo e andrebbe a favorire solo alcuni centri di interesse a danno dell'intero tessuto commerciale del comprensorio. Le riforme alla normativa regionale sul commercio introdotte la scorsa primavera, infatti, hanno sì liberalizzato il calendario delle aperture domenicali e festive, ma hanno introdotto l'obbligo di "recuperare" la giornata di apertura straordinaria con un giorno di chiusura infrasettimanale.

«Non solo», ricorda l'associazione di categoria, «sono stati introdotti anche controlli sul personale delle attività commerciali - soprattutto per quanto riguarda i centri commerciali, che poi di fatto sono i principali fruitori delle deroghe alle chiusure - perché la legge impone nuove assunzioni per far fronte alle turnazioni necessarie a garantire le aperture festive».

Nei provvedimenti adottati dal Comune di Lanciano da maggio ad oggi, invece, di questi aspetti non ci sarebbe traccia, denuncia Confcommercio, tanto che già a luglio il dirigente del settore Remo Salvatore aveva manifestato la necessità di introdurli.

«Probabilmente l'assessore Di Campli si giustificherà asserendo che questa parte della normativa regionale è stata impugnata dal governo nazionale davanti alla Corte Costituzionale, ma ad oggi non c'è stata alcuna pronuncia in merito, per cui la legge precedente è tuttora in vigore e perfettamente efficace. E del resto, non è detto che la pronuncia della Consulta debba essere necessariamente nel senso di abrogare la norma. Nel frattempo, però, a Lanciano si regolamenta come se quella legge non esistesse: un comportamento che non siamo disposti a tollerare, perché potrebbe anche rappresentare un pericoloso precedente per il futuro».

21/10/2010 8.37