A Chieti trapianto dopo tre mesi di «cuore artificiale»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. E’ stato eseguito a Chieti un trapianto di cuore che, per la prima volta al mondo, è stato preceduto per tre mesi da un'assistenza meccanica.

 

Assistenza mediante Jarvik 2000 sul ventricolo sinistro e di un sistema Levitronix sul ventricolo destro, entrambi pompe ad alimentazione elettrica. L’operazione, eseguita dall’équipe della Clinica Cardiochirurgica dell’Ospedale di Chieti, diretta dal professor Gabriele Di Giammarco, è perfettamente riuscita su un uomo di 57 anni, residente nelle Marche e affetto da cardiomiopatia dilatativa in fase di scompenso, refrattario al trattamento farmacologico. Il paziente era stato ricoverato nel giugno scorso presso la Clinica Cardiochirurgica di Chieti proveniente dall'Ospedale di Ascoli Piceno e non era in grado, per il quadro clinico, di attendere un cuore nuovo. Proprio per questo si era reso necessario l'impiego dell'assistenza ventricolare. Il paziente, attualmente in terapia intensiva postoperatoria, è sveglio e stabile dal punto di vista cardiocircolatorio; il nuovo cuore mostra di funzionare correttamente.

Il Jarvik 2000 - lo stesso dispositivo che, ai primi di ottobre, ha salvato la vita a un quindicenne presso l’Ospedale Bambin Gesù di Roma e che a Chieti si utilizza dal dicembre 2008 - è un piccolo cilindro di 4 x 3 cm, installato direttamente all'interno del ventricolo sinistro e, collegato all'aorta tramite un condotto in Dacron. E' una pompa alimentata elettricamente da un filo che parte dal cuore e, transitando nel torace e lungo il collo, raggiunge la sede di impianto del connettore, dietro l'orecchio sinistro. Al connettore si collega il cavo esterno proveniente da un'unità costituita dalle batterie e dal sistema di regolazione del flusso del sangue.

A partire dal 2008, anno di inizio dell'impiego di questo sistema in Italia, sono stati impiantati finora 48 pazienti: alcuni senza prospettiva di trapianto, altri nell'attesa di quest'ultimo. Il caso di Chieti rappresenta il primo trapianto nel nostro Paese in un portatore di Jarvik 2000 in attesa di un cuore nuovo.

«Il successo dell’intervento - sottolinea il professor Di Giammarco - è, come sempre, da ricondurre all’elevata professionalità espressa da tutti gli operatori sanitari coinvolti nella gestione del caso. L’esperienza mutuata nell’ambito dei trapianti e nell’impiego delle assistenze ventricolari, la rete di collaborazione con i centri che impiantano lo stesso sistema in Italia e con professionisti che operano a livello internazionale, nonché la decennale dedizione fondata sulla vocazione specifica delle équipe coinvolte sono a un tempo il presupposto e il fondamento per l’individuazione della Cardiochirurgia di Chieti come centro di eccellenza a livello nazionale».

Secondo Di Giammarco «la gestione tecnologicamente avanzata delle cardiomiopatie dilatative in scompenso cardiaco, così come delle altre patologie di interesse cardiochirurgico, troverà la sua piena articolazione nella realizzazione del progetto innovativo previsto nella nuova palazzina del Dipartimento di Malattie Cardiovascolari».

Grande soddisfazione per l’ottima riuscita dell’intervento è stata espressa dal Direttore generale dell’Azienda sanitaria locale di Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, il quale afferma che «tali "punte" di eccellenza rappresentano sicuramente l'espressione di professionalità qualificate e brillanti, ma anche di un contesto efficiente, frutto della collaborazione tra più servizi e unità operative. I risultati positivi - evidenzia Zavattaro - giungono quando tutto il sistema funziona e sa lavorare in sinergia. La Direzione aziendale si sta impegnando proprio per realizzare tali condizioni ovunque e fare in modo che questo metodo diventi lo standard nelle strutture sanitarie della provincia di Chieti».

 18/10/2010 16.22