Casalincontrada, Unione dei Comuni delle Colline Teatine. Montanaro: «un’ammucchiata»

Alessandro Biancardi

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CASALINCONTRADA. «Un’ ammucchiata». Così Sergio Montanaro, capogruppo di “Casale Futuro” definisce l’Unione dei Comuni delle Colline Teatine che raggruppa i Comuni di Casacanditella, Casalincontrada, Ripa Teatina, San Martino sulla Marrucina, Tollo, Vacri e Villamagna con l'aggiunta del Comune di Giuliano Teatino.


Secondo il capogruppo, l’Unione seguirebbe logiche politiche a scapito dei cittadini. «Ne è un esempio la convenzione recentemente approvata».
Lo scorso 30 dicembre il Consiglio comunale approva all'unanimità la convenzione per l'esercizio associato di funzioni e servizi comunali. I comuni che compongono già l'Unione, sono chiamati a gestire insieme, il settore sociale e la funzione della polizia locale.
«Ma», sottolinea Montanaro, «i conflitti partitici hanno impedito che sulla convenzione si decidesse prima». Il riferimento è allo stallo «creatosi qualche tempo fa nel decidere a chi affidare il comando del corpo di polizia».
«Ci si è arenati», dice, «sulla scelta del comandante non riflettendo minimamente di valutare una strategia anche di tipo occupazionale per aumentare il numero degli addetti già esigui. Molti avevano un candidato a ricoprire tale ruolo ma tutti pare abbiano cercato di non attingere alle competenze già presenti all'interno dei singoli comuni come invece auspicabile proprio perchè motivo di vita dell'unione stessa, ovvero quello dell'associare le forze per migliorare il servizio alla cittadinanza con anche la possibilità di ottimizzare i costi».
Poi, la deliberazione di maggioranza di accorpare l'istituzione scolastica del Primo Ciclo d'istruzione del Comune di Casalincontrada all'istituto comprensivo statale di Fara Filiorum Petri.
«Nel corso della seduta», dice Montanaro, «il sindaco ha dichiarato che per aderire a questa convenzione ci sarebbe “la fila di altri comuni, proprio per il fatto che sarebbe possibile sfruttare l'esperienza fatta come unione”».
Per il capogruppo è il segnale che «si vuole ritagliare, in previsione di eliminazione di enti e quindi per sopperire alla probabile e auspicabile moria di poltrone, una porzione consistente di territorio provinciale da mettere politicamente a disposizione di futuri signori dei finanziamenti governativi».
14/01/2012 14:40