Droga, 63 arresti. «Criminalità nel Vastese a livelli preoccupanti»

Alessandro Biancardi

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VASTO. «I risultati delle indagini danno la  misura del preoccupante livello di criminalità raggiunto nell’area del vastese», commenta il procuratore della Repubblica Francesco Prete. Inchiesta partita dopo attentati incendiari in città.

VASTO. «I risultati delle indagini danno la  misura del preoccupante livello di criminalità raggiunto nell’area del vastese», commenta il procuratore della Repubblica Francesco Prete. Inchiesta partita dopo attentati incendiari in città.

63 ordini di custodia cautelare e altre 14 persone denunciate in stato di libertà. Sequestrati 15 chili di droga. Sono questi i numeri di una maxi operazione portata a compimento questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Chieti con l’ausilio di militari di tutta Italia.

L’indagine, partita da Vasto, ha infatti coinvolto diverse regioni della penisola. Sono in totale 63 gli ordini di custodia cautelare, di cui 48 in carcere, emessi dalla procura. Gli arresti sono stati eseguiti in sei regioni italiane: oltre all’Abruzzo sono coinvolte il Molise, la Puglia, la Campania, il Lazio e l'Emilia Romagna. Le indagini, durate oltre un anno e svolte attraverso intercettazioni ambientali, hanno permesso di accertare il preoccupante livello di criminalità raggiunto nell'area del vastese, ritenuto un crocevia del traffico di stupefacenti nel centro Italia.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Giancarlo Ciani e seguite dal procuratore Francesco Prete, sono state svolte in primo luogo dai militari della Compagnia dei carabinieri di Vasto. Oltre agli odierni arresti, i militari, grazie alle informazioni acquisite dalle intercettazioni, hanno eseguito nel corso del 2011 e nei primi giorni del corrente anno, altri 23 arresti in flagranza che vanno dunque ad aggiungersi ai 63 provvedimenti restrittivi odierni.

Complessivamente sono stati sequestrati 15 Kg circa di sostanze stupefacenti (eroina, cocaina ed hashish) un' arma da fuoco clandestina , 15.000 euro in contanti ed altro materiale. Altre 14 persone sono denunciate in stato di libertà. Tra i reati contestati, figura l'incendio dell'abitazione di un pregiudicato, le cui fiamme si sono poi estese ad una intera palazzina popolare.

10/01/2012 09:40

«LIVELLO CRIMINALITA’ PREOCCUPANTE»

«I risultati delle indagini danno la  misura del preoccupante livello di criminalità raggiunto nell’area del vastese», commenta il procuratore della Repubblica Francesco Prete.

I provvedimenti sono l’epilogo di un lungo lavoro investigativo andato avanti per 12 mesi attraverso intercettazioni ambientali, informatiche e telefoniche, servizi di osservazione, anche tramite telecamere istallate presso obiettivi sensibili, attività di controllo su strada, perquisizioni e sequestri.

Tra i reati contestati, figura l’incendio dell’abitazione di un pregiudicato, le cui fiamme si sono poi estese ad una intera palazzina  popolare.

Le indagini sono partite a seguito di alcuni attentati incendiari che, tra gli altri,  avevano interessato,  a partire dal gennaio 2011,  esponenti politici locali, imprenditori e rappresentanti delle forze dell’ordine.

In quest’ottica la Procura segnala due ulteriori e recenti provvedimenti restrittivi che confermano il territorio di Vasto come un crocevia del traffico di stupefacenti nel centro Italia: si tratta dell’arresto di un ex appartenente alla polizia penitenziaria che trasportava 80 Kg di hashish da Vasto in territorio bresciano e a quello, effettuato il giorno dell’epifania,  di un cittadino albanese che trasportava oltre un chilo di eroina.

CONTROLLI SUI PREGIUDICATI

Su delega della Procura della Repubblica, l’Arma dei carabinieri ha compiuto attività investigative su alcuni pregiudicati del posto, sul cui conto erano maturati sospetti. Fra questi, spicca la figura di Italia Belsole, consorte del noto pregiudicato, appartenente alla criminalità organizzata campana, Lorenzo Cozzolino, già autrice di attentati incendiari nei confronti di un militare dell’Arma di Gissi.       

INDAGINE TUOTA INTORNA A TRE GRUPPI   

Le intercettazioni telefoniche-ambientali hanno fatto emergere l’esistenza di almeno tre gruppi di individui, composti per lo più da famiglie di origine partenopea e di etnia rom, dediti in maniera costante all’approvvigionamento di sostanze stupefacenti provenienti dall’area pugliese e campana: eroina, cocaina ed hashish, con il conseguente spaccio nell’area vastese e pescarese. In particolare, venivano delineati tre gruppi malavitosi principali, legati da rapporti di cooperazione.

C’era una prima struttura, capeggiata dai coniugi Cozzolino-Belsole, operante nell’area del medio alto vastese, della val di Sangro e di Pescara. Poi una seconda, capeggiata dalla famiglia Martusciello di Napoli, operante principalmente nell’area San Salvo-Vasto. Infine una terza, diretta da Pasquale Bevilacqua e Antonio Sacco, operante prevalentemente nell’area di San Salvo.

6.500 ORE DI INTERCETTAZIONI

Le indagini, particolarmente lunghe e complesse, sono consistite essenzialmente in attività tecniche (ascolto di circa 6500 ore di intercettazioni ambientali e 1800 ore di intercettazioni telefoniche su circa 70 utenze) e raccolta di riscontri mediante sequestri e arresti in flagranza.

Il GIP presso il Tribunale di Vasto, valutando le  risultanze investigative, ha emesso, come detto,  63 provvedimenti restrittivi.

I territori interessati ai provvedimenti  abbracciano varie regioni del territorio nazionale. Più in particolare risultano coinvolti – oltre alla città di Vasto – quelle di Pescara, Napoli, Caserta, Foggia, Campobasso, Ferrara, Salerno, Teramo, Frascati.

300 MILITARI AL LAVORO

L’operazione avviata all’alba di oggi è ancora in corso di esecuzione . I carabinieri l’hanno chiamata “operazione Tramonto”. Per l’esecuzione sono stati impiegati trecento militari, con l’ausilio di elicotteri e cani antidroga. Nella mattinata odierna, oltre alle catture disposte dal G.i.p., sono stati arrestati in flagranza altre tre persone: due residenti in San Salvo nella cui abitazione sono stati rinvenuti 200 grammi di sostanza stupefacente; ed un soggetto di etnia rom in possesso di una pistola calibro 38 special con matricola abrasa e  munizioni in canna. Sono stati infine sequestrati circa 45.000 euro in banconote di piccolo taglio.

10/01/2012 13:20