La Pro Vasto in mano ai tifosi? La formula di Prospero per risollevare la squadra

Alessandro Biancardi

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VASTO. Un incontro-confronto con i tifosi, poi il via ad una strategia. Obiettivo: risollevare la Pro Vasto calcio, sparita da due anni dai campi di calcio.

E’ questa la sintesi dell’incontro tra il  consigliere regionale di Rialzati Abruzzo Antonio Prospero, presso la sala dei Gabrielini di Vasto con i tifosi della Pro Vasto, alcuni giorni fa.

L’idea del consigliere è quella di creare una cooperativa per rilanciare la squadra. Ma l’originalità dell’idea  sta nel creare un'associazione aperta a tifosi e sportivi che facciano  parte integrante del nuovo consiglio d'amministrazione della società sportiva. Una bella soddisfazione per i tifosi biancorossi che non avevano mai smesso di credere nella loro squadra anche nei periodi più bui.

Al momento, fa sapere il consigliere regionale, «Nino D'Annunzio sta raccogliendo le adesioni di quelle persone che hanno dato la disponibilità ad entrare nel comitato che non è ancora la cooperativa, ci tengo a specificarlo, ma un gruppo che lavorerà sodo perché al più presto si possa convocare un'assemblea costituente».

E intanto Prospero deve difendersi dalle critiche di molti tifosi.« Nessun fine politico dietro il mio impegno», dichiara, «chi mi critica dimentica che sono sempre stato al fianco delle società di calcio vastesi, non solo da ex sindaco, ma anche da semplice sportivo e da dirigente». Prospero è stato, infatti, presidente della Vastese, squadra che militava nell'allora C2.

La parabola discendente della ProVasto inizia il 9 luglio 2010 quando il presidente della squadra, Mimmo Crisici, abbandona  il timone della squadra perché non riesce a far fronte alle spese. «Troppi debiti, da solo non è possibile», tuona  il leader uscente. Un insieme di fattori e difficoltà economiche fa calare il sipario sulla squadra vastese.

Ma i tifosi  biancorossi  non si arrendono . «Non intendiamo rassegnarci alla scomparsa di un club fondato 109 anni or sono», gridano pur rassegnandosi ad un’altra stagione (2011/2012) senza vedere la loro squadra del cuore in un campionato di calcio professionistico o regionale così come accadde nel 2010-2011. Ora, forse, proprio la loro tenacia e  fervore potrebbero essere premiati.

09/11/2011 11.00