Canoni enfiteutici a Francavilla, attesa per la decisione del giudice

Alessandro Biancardi

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Canoni enfiteutici a Francavilla, attesa per la decisione del giudice
IL DOCUMENTO. FRANCAVILLA. Ecco la delibera sui canoni enfiteutici richiesti ai cittadini dal Comune di Francavilla al mare.

Una decisione sotto il fuoco delle contestazioni di chi ha ricevuto l’avviso-ingiunzione da parte degli uffici comunali, soprattutto dopo che il Giudice di pace Maria Flora Di Giovanni ha sospeso un pagamento per il ricorso di un cittadino. In sostanza il giudice non ha detto che il canone non va pagato, ma che ogni richiesta del Comune deve essere motivata e documentata. Sull’obbligatorietà del ritorno al pagamento dei canoni enfiteutici che spesso risalgono anche all’800 (si tratta di una specie di affitto che il cittadino pagava sulle terre avute in concessione con il compito di migliorarle), non ci sono dubbi secondo l’amministrazione comunale, come ha spiegato il vice sindaco Antonio De Marco. Come non ha dubbi nemmeno l’opposizione di centrodestra, visto che le prime delibere sull’argomento sono state adottate dalla Giunta Angelucci a metà degli anni duemila e visto il suo contributo nella discussione che ha portato alla delibera di novembre sulla richiesta ai cittadini dei vecchi canoni enfiteutici. E proprio per non smentire se stessa quando era maggioranza, l’opposizione ha proposto l’aumento dello sconto dal 70 all’80% per i coltivatori diretti (poi passato con un emendamento alla delibera originale), non potendo chiedere di annullare del tutto il canone sulla cui mancata riscossione è stata messa sotto accusa dalla Corte dei conti.

La delibera approvata oggi dalla Giunta Luciani si ricollega a quella precedente del 2006 (sindaco Roberto Angelucci) in cui si stabiliva il canone annuo di affitto e quello per l’affrancazione, che equivale a quindici anni di canone. Dopo una serie di pronunce della Corte costituzionale e del Consiglio di Stato sull’importo del canone che deve mantenere la corrispondenza tra i vecchi valori molto esigui e le attuali richieste, la delibera approvata a novembre riporta il tipo di calcolo elaborato per definire il valore del canone, partendo dal vam, valore agricolo medio moltiplicato per un coefficiente di 1,8. Insomma un meccanismo orientato a far pagare poco, quasi per venire incontro ai cittadini, che però si scontra con chi ritiene che questi canoni non debbono essere pagati affatto. C’è però un aspetto che forse non è proprio a favore del contribuente e cioè il fatto che chi paga “l’affrancazione”, cioè l’annullamento definitivo del canone, deve presentare una serie di documenti (dal titolo di proprietà, alla mappa catastale, alla certificazione di un tecnico) che complicano e di molto la vita del cittadino volenteroso. Come andrà a finire? Che il Comune dovrà forse rivedere alcuni aspetti organizzativi, in attesa della decisione definitiva del giudice. Intanto potrebbe ascoltare le proteste, senza rinviare l’appuntamento per chiarimenti a dopo la scadenza dell’ingiunzione (come ci segnalano).

Sebastiano Calella  09/01/2012 09:36

* TUTTO SUI CANONI ENFITEUTICI A FRANCAVILLA

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