Tribunale Vasto, il Comune investe: «no alla soppressione, sì all’ampliamento»

Alessandro Biancardi

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VASTO. L’amministrazione comunale investe sulla centralità del proprio Palazzo di Giustizia e continua la sua battaglia per scongiurarne la soppressione.

Ecco perché, dopo aver fatto redigere uno studio di fattibilità con analisi tecniche e stime economiche, è intenzionata a realizzare i lavori di ampliamento, ristrutturazione e riqualificazione di tutti gli uffici di via Bachelet. Lo strumento tecnico di fattibilità è stato approvato in Giunta lo scorso 3 gennaio e quello dell’esecutivo è stato il primo provvedimento del nuovo anno.
«La decisione della Giunta», spiega il primo cittadino, «si è resa necessaria in vista del riordino delle circoscrizioni giudiziarie con il chiaro intento di avere una struttura in grado di poter ospitare gli uffici sia del tribunale di Vasto che di Lanciano». Insomma, una cittadella giudiziaria, dotata già di parcheggi e limitrofa ad altri uffici di una certa importanza quali il Commissariato di Polizia Stradale, la Polizia di Stato, l’ufficio postale centrale e la sede Inps.
Lo studio di fattibilità relativo ai lavori prevede un importo complessivo di euro 533.122,00 e sarà finanziato con l’accensione di un apposito mutuo.
Si tratta di un progetto approvato in accordo con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, che intende dotare tutto il territorio di un centro di interesse di vitale importanza per l’economia generata e per la reale necessità di consentire a tutti i Comuni della zona di far riferimento alla predetta struttura.
«Poiché i vastesi ritengono tout court di voler accorpare Lanciano», commenta invece l’avvocato Marco Di Domenico, consigliere comunale del Pdl a Lanciano e avvocato, «la questione torna maggiormente ad essere di competenza del Consiglio Comunale, per dibatterne nella sede naturale e decidere se continuare o no, e come, a perorare la nascita dell’Area Metropolitana Pescara-Chieti a tutto campo e in chiave tattico-politico. Che fine faremo? Andremo tutti a Chieti (il capoluogo teatino è oggettivamente inadatto logisticamente e non a ‘contenere i due Tribunali di Lanciano e Vasto) o forse è meglio battersi per essere accorpati a Pescara? La città di Chieti ci ha incrociato le braccia. Pescara le mantiene larghe. Vasto le apre altrove (si terrà da conto, da sola, della criminalità organizzata pugliese). Lanciano è un’isola felice ed abbiamo il dovere di preservarla tale. D’altra parte: no a Vasto, no a Chieti, sì a Pescara è l’orientamento ancorché amaro di gran parte dell’Avvocatura Frentana e di altre categorie produttive, che sicuramente non vogliono un avvicinamento della illegalità che impera e spadroneggia altrove. Ma si tratta di scelte politiche su cui l’Amministrazione comunale, a prescindere dal colore politico, deve assumere urgentemente prendendo posizioni chiare e palesi».

 

09/01/2012 08:05