Ortona, dal centro oli al centro ricerche Eni

Alessandro Biancardi

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ORTONA. La città si candida ad ospitare il Centro di ricerca dell’Eni qualora L’Aquila dovesse confermare la sua contrarietà anche nella seduta del Consiglio Comunale di lunedì 11 ottobre.

 

La proposta, che appare come una provocazione ma che tanto provocatoria poi non è, giunge dal Presidente del Consiglio Comunale, Tommaso Cieri commentando le notizie che giungono dal capoluogo.

«Sappiamo bene che il Centro di Ricerca avanzata sull’energia e l’ambiente»,spiega Cieri, «rappresenta un impegno che Eni ha assunto con il capoluogo di regione subito dopo il terremoto. Un protocollo d’intesa sottoscritto dall’Ad di Eni, Scaroni, dal Ministro della PI, Gelmini, e dal Rettore dell’Università di L’Aquila, Di Iorio. Un’opportunità, questa, che l’Abruzzo, non solo l’Aquila, non può perdere».

Quello che la multinazionale vorrebbe realizzare a L’Aquila, in collaborazione con l’Università, sarebbe il suo terzo centro di ricerca in Italia. Un investimento di 20 milioni di euro per la realizzazione di un polo di eccellenza e con prospettive di lavoro per molti.

«Quando si sente parlare di Eni subito si pensa al petrolio, alle piattaforme, ai danni ambientali ed ai rischi per la salute dell’uomo»,prosegue il Presidente Cieri, «questa volta invece la sigla è legata ad un centro di ricerca per energie alternative al petrolio. Gli stessi ambientalisti sarebbero d’accordo. L’Abruzzo sta vivendo un momento estremamente difficile: l’emergenza terremoto, il piano di rientro della spesa sanitaria, la crisi economica che sta investendo l’intero Paese ci impongono di non sbagliare. E’ giusto operare  tagli là dove è necessario, ma non è sufficiente. Per rilanciare l’economia regionale è necessario investire. Non capita tutti i giorni che una multinazionale decida di investire 20 milioni di euro nella nostra regione per una struttura che non inquina e non uccide. Le opportunità vanno colte: se L’Aquila dice no, Ortona si propone come sede del centro di ricerca. Del resto sul nostro territorio ENI possiede già un distretto che è stato dismesso, ma che può essere convertito in centro di ricerca. Una proposta, questa, che non più di un mese fa, un altro gruppo, la Micoperi, ha presentato alla nostra amministrazione».

«Questi progetti di sviluppo», ha concluso Tommaso Cieri, «sono capaci di creare importanti opportunità di lavoro. La Politica ha il dovere di faredelle scelte e, quindi, di dare risposte agli imprenditori che vogliono investire in Abruzzo ed ai tanti disoccupati».

 09/10/2010 12.25