Bomba, Forest Oil scrive ai cittadini: «la verità sul nostro progetto»

Alessandro Biancardi

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Bomba, Forest Oil scrive ai cittadini: «la verità sul nostro progetto»
 BOMBA. Uno scambio di lettere. La Forest Oil scrive ai cittadini di Bomba ed il comitato cittadino risponde. Al centro del carteggio: l’impianto di estrazione e trattamento di gas.

La Forest manda il 12 dicembre scorso ai cittadini di Bomba una lettera di buoni intenti dai toni conciliatori, con una brochure informativa. «E’ importante», scrive Giorgio Mazzenga direttore Forest Cmi, «che gli abitanti conoscano la verità sul progetto, sui benefici, sugli impatti economici, occupazionali, ambientali dell’impianto ed estrazione e trattamento di gas. Noi siamo sottoposti a procedure rigorosissime stiamo seguendo iter autorizzativo condotto da enti autorevoli come il Ministero dello sviluppo economico e la Regione Abruzzo».

Nella scheda illustrativa, allegata alla lettera si parla dell’uso di tecnologia verde. « Le emissioni nell’ aria», si legge, «saranno conformi ed inferiori agli standard della regione Abruzzo, più restrittivi del 30 % rispetto a quelli nazionali. L’impianto avrà un impatto visivo ridotto, non ci saranno scarichi di acque (l’acqua prodotta è semplice acqua salata), non si tratta di una raffineria di petrolio ma di un impianto di trattamento del gas metano, i fanghi saranno smaltiti in discariche autorizzate ed è previsto un osservatorio indipendente per il monitoraggio ambientale».

La reazione del Comitato "Gestione Partecipata Territorio" non si fa attendere. Massimo Colonna, presidente del Comitato, risponde a stretto giro, inviando una lettera aperta inviata per raccomandata sia alla sede italiana della Forest Cmi spa a Roma sia alla sede centrale della Forest Oil negli stati Uniti a Denver.

Colonna parla, con rammarico, di un rapporto di fiducia spezzatosi tra Forest e cittadini, «di bugie raccontate dall’azienda e poi scoperte». «Apprezziamo il tentativo di recuperare la nostra fiducia», scrive Colonna, «ma osserviamo che non avete perso il vizio di scrivere delle emerite sciocchezze».

Il riferimento è ad alcuni passaggi della brochure «non veritieri», secondo il presidente. «Affermate», dice, «che l’acqua prodotta nel processo di desolforazione viene smaltita in discariche autorizzate. Peccato che voi non sappiate che l’articolo 6 del d Lgs. 13 gennaio 2003, n. 36 stabilisce che non sono ammessi in discarica i rifiuti allo stato liquido. Quindi la vostra acqua non solo deve essere salata ma deve essere anche solida». E poi il riferimento è ai tempi andati, quando i cittadini credevano ancora nel progetto.

«Ci siamo disillusi», conclude la lettera, «quando abbiamo scoperto le numerosissime carenze tecniche, errori, omissioni e veri e propri strafalcioni dei vostri studi ambientali (mancata esibizione di un certificato analitico ufficiale della composizione del gas, calcoli delle emissioni in atmosfera sbagliati, mancata verifica) e la falsa storia di un progetto con “alcuni pozzi di estrazione e una condotta per trasportare il gas”. Il vostro progetto non ha nessuna speranza di essere approvato».

30/12/2011 15:24