Chieti, centri per l’impiego in difficoltà? Puglielli: «da gennaio dipendenti a casa»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1839

CHIETI. Paola Puglielli non ha dubbi: «i centri di impiego sono in difficoltà».

La segretaria provinciale Cgil Fp di Chieti si dice preoccupata per la situazione dei cosiddetti uffici di collocamento gestiti a livello provinciale «che dal primo gennaio 2012 non rinnoveranno i contratti di lavoratori a tempo determinato». «La Provincia di Chieti», dice, «non ha ancora provveduto a produrre la certificazione del rispetto del “Patto di stabilità” che le consentirebbe, almeno in teoria, di rinnovare i contratti». Tutto questo comporterà inevitabilmente difficoltà e rallentamenti agli sportelli per i servizi di iscrizione al collocamento mirato e di iscrizione alle liste di mobilità. Particolarmente significativa, secondo la Puglielli «è la situazione del centro per l’impiego di Chieti che riaprirà a gennaio con soli 6 addetti a fronte dei 13 previsti con la conseguenza che sarà impossibile assicurare servizi fondamentali all’utenza tra i quali anche quelli finalizzati alla erogazione delle indennità di mobilità».

Se si è arrivati a questo punto, secondo la segretaria, «è colpa della mancanza di una politica di organizzazione dei centri per l’impiego. La Provincia non investe nel settore risorse umane, non prevede percorsi di crescita e valorizzazione delle risorse interne, non investe maggiormente sulla formazione, non mette un freno un freno allo svuotamento progressivo dei servizi per pensionamenti e non riduce il personale specialistico».

«La riprova», dice la Puglielli, «sta nel fatto che nei centri per l’impiego si assume attraverso le agenzie interinali. Anche per il 2011 poi si è continuato ad erogare ben 45 retribuzioni di posizione per una spesa complessiva di 372mila euro, superando notevolmente il budget previsto dal fondo del salario accessorio, così come non si è ancora pagato lo straordinario del 2009 al personale che si occupa della manutenzione stradale».

Se poi si considera la riforma istituzionale delle Province (con riorganizzazione degli Enti), «la situazione, si complica».

«A nostro avviso», conclude, «sarebbe necessario affrontare concretamente tutte le questioni irrisolte che si trascinano da anni e che rischiano di vanificare ogni proposta credibile rispetto ai servizi che devono essere garantiti ai cittadini. E’ nostra intenzione adottare anche ogni utile iniziativa per fronteggiare tale emergenza non ultimo il ricorso allo stato di agitazione e allo sciopero, chiederemo l’intervento del Prefetto per evitare l’interruzione di un pubblico servizio».

 30/12/2011 15:08