Francavilla, caos canoni enfiteutici: il giudice di pace sospende pagamento

Alessandro Biancardi

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Francavilla, caos canoni enfiteutici: il giudice di pace sospende pagamento
 CHIETI. Per i canoni enfiteutici di Francavilla al mare il Giudice di pace ha detto no. Per il momento ha emanato un’ordinanza di sospensione. (Nella foto il giudice Maria flora Di Giovanni)

Il ricorso è partito da un cittadino assistito dagli avvocati Luciano Carinci e Valentina Di Lello, dello studio legale Flacco di Chieti.

E dopo le proteste in Comune per l’arrivo di queste richieste di pagamento da parte dell’amministrazione Luciani, questo primo stop deciso dal giudice Maria Flora Di Giovanni rischia di mandare in tilt tutta l’operazione recupero dei crediti vantati dal Comune per gli anni dal 2006 ad oggi. Il che metterebbe a dura prova le casse comunali che fidano molto su questa entrata. La vicenda dei canoni enfiteutici, cioè le cifre che i contadini “livellari” pagavano sui terreni concessi in affitto o in uso nei secoli scorsi, è esplosa in questi ultimi anni non solo a Francavilla al mare, per le richieste che Curia arcivescovile e Comuni (entrambi a caccia di soldi) hanno inoltrato ai proprietari delle aree agricole o edificabili: in questo caso il canone lo dovrebbero pagare i proprietari delle case lì costruite. In realtà la vicenda non è nuovissima, perché già da tempo è possibile “affrancare” i terreni da questo tributo, inoltrando domanda al Catasto. Il problema è forse che “l’affranco” oggi è molto più oneroso, tanto che interi Comuni sono in contenzioso con la Curia arcivescovile per gli importi richiesti, giudicati troppo esosi.
Per tornare alla vicenda di Francavilla, sotto accusa è il metodo adottato per richiedere ai cittadini di pagare. Infatti il Comune ha inviato a tutti i cittadini proprietari immobiliari interessati un’ordinanza-ingiunzione per saldare il conto dal 2006 al 2011 entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso, pena esecuzione forzata, cioè pignoramento del bene.
Forse il problema nasce, secondo quello che dice l’ordinanza del giudice di pace, dal fatto che molti di quelli che hanno ricevuto l’avviso del Comune non sono più proprietari, che i contratti di compravendita non recano notizia dell’esistenza di questi gravami sulla proprietà e che il Comune dovrebbe, caso per caso, provare la proprietà del bene su cui si va a richiedere il pagamento. Per questo il Giudice di pace ha disposto la sospensiva: cioè non è in discussione il pagamento del canone enfiteutico, anche se sull’argomento fioccano interpretazioni diverse e c’è pure chi sostiene che questi canoni non si debbono più pagare visto che per decenni non sono stati più riscossi. Il giudice ha detto che caso per caso il Comune deve “provare” la proprietà. Una sentenza coraggiosa perché mette in discussione un vezzo di tutte le amministrazioni che producono bollette (dall’acqua ai rifiuti, passando per tutto il resto) senza che il singolo cittadino possa sottrarsi al pagamento.
Ma anche una sentenza che mette in crisi il Comune Francavilla, già all’attenzione della Corte dei conti. Sull’argomento “canoni enfiteutici” c’era stata infatti la denuncia del sindaco Di Quinzio e l’inchiesta della Gdf sulla “dimenticanza” delle vecchie amministrazioni Angelucci di far pagare questo tributo, pur avendo affidato ad una società esterna la soluzione di questo problema. Sotto tiro ora il sindaco Antonio Luciani: se il Comune non riuscirà a dimostrare di avere diritto al pagamento, fioccheranno le spese legali per il contenzioso. E da una possibile entrata, i canoni enfiteutici rischiano di diventare una falla paurosa nelle casse comunali.
Sebastiano Calella 30/12/2011 10:15