Aumento tariffa acqua in provincia di Chieti, l’ ultimatum del comitato

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Prendere o lasciare. Suona così la proposta-ultimatum del comitato referendario “Acqua bene comune Abruzzo”.

CHIETI. Prendere o lasciare. Suona così la proposta-ultimatum del comitato referendario “Acqua bene comune Abruzzo”.

I fautori di una gestione pubblica e oculata si rivolgono al presidente della Provincia di Chieti e ai sindaci favorevoli all’aumento della tariffa dell’ acqua.

Quello che il comitato propone è un accordo di questo tipo: «se accetterete le nostre 5 proposte, non faremo ricorso al Tar». Il motivo della protesta è il Piano d’Ambito 2010-2032 approvato il 17 novembre scorso dall’Assi (assemblea dei sindaci). Tra i punti più contestati del piano c’è l’aumento delle bollette, la voce “quota della remunerazione del capitale investito” (che pesa in bolletta tra il 12 ed il 20 %) e la gestione non pubblica dell’acqua.

Tutto questo, secondo il comitato, «diventa ancora più grave alla luce del referendum dello scorso giugno». In quella occasione 180.000 abitanti della Provincia di Chieti votarono a favore della gestione e pubblica e trasparente dell’acqua e per la eliminazione della tariffa. Un modo per evitare il ricorso ci sarebbe. Il comitato lo serve su un piatto d’argento alla Provincia ed ai sindaci. Basterebbe accettare 5 proposte.

«VOGLIAMO L’OK DI VAS E VINCA»

Il comitato referendario parla chiaro: «vogliamo», dice, «che il Piano d’ambito anche se già approvato, venga sottoposto alle procedure di Vas(valutazione di impatto ambientale) e Vinca (valutazione di incidenza ambientale), previste dalla normativa nazionale e comunitaria. In questo modo oltre ad avere una valutazione ambientale e strategica sugli impatti delle opere idriche sul nostro territorio, si garantisce, anche se solo in parte, la partecipazione del pubblico e il coinvolgimento degli attori sociali, visto che la partecipazione è una componente strutturante della Vas».

«GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA»

Anche questo punto sta molto a cuore al comitato. In poche parole si chiede la fine della “co-gestione” del servizio da parte di Isi e Sasi (con riduzione dei costi di gestione e del personale).

«Chiediamo ai sindaci», dice il comitato, «di convocare le assemblee congiunte dei soci di Sasi ed Isi e di avviare il processo di fusione delle due società e la successiva trasformazione della neo-società incaricata di erogare il servizio idrico integrato da società per azioni in azienda pubblica di diritto pubblico (come sono i consorzi e le aziende speciali)».

«NUOVA LEGGE REGIONALE»

«L’attuale legge regionale n.9/2011 sulla gestione dei Servizi Idrici è un pasticcio e va eliminata».

Parola del comitato. Questa legge, «estromette i Comuni dalla gestione dell’acqua concentrando il potere nelle mani del Commissario unico straordinario del servizio idrico. Tutte le funzioni e le decisioni sono in capo all’Ersi (Ente Regionale per il Servizio Idrico Integrato, composto dall’assessore regionale e dai presidenti delle 4 Province) e alle Assi (assemblee dei sindaci).

I sindaci, a loro volta, sono chiamati ad esprimere un parere e mentre per l’Ersi il parere dei comuni è obbligatorio e vincolante per il Commissario esso è solo obbligatorio ma non vincolante. Il parere dei sindaci inoltre si intende validamente approvato con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Ciò significa che due comuni su tre, magari di tremila abitanti ognuno, può validamente approvare aumenti di tariffa. Alcuni sindaci, poi, non possono votare alcun Piano d’Ambito se il loro soggetto gestore ricade in una provincia differente oppure se la gestione è in proprio come Chieti, Francavilla, San Giovanni teatino, Roccamontepiano».

Per ovviare a questo sistema il comitato propone una nuova legge che definisca gli ambiti gestionali e territoriali (ex-Ato), meccanismi di partecipazione cittadina alla gestione dell’acqua (consulte, osservatori sociali) e principi come: fasce tariffarie differenziate per condizioni socio-economiche, tetto massimo di consumo individuale.

ELIMINAZIONE DELLA QUOTA DELLA “REMUNERAZIONE CAPITALE INVESTITO

La voce della remunerazione del capitale investito, nel calcolo della bolletta, andrebbe definitivamente eliminata secondo il comitato.

INTRODUZIONE DELL’INDICE MALL

«Basterebbe usare l’indicatore Mall», conclude, «per il calcolo della tariffa così da garantire maggiore equità. L’indice Mall, infatti, fa variare la tariffa diminuendola in presenza di eventuali disservizi».

 30/12/2011 08:14