Dimensionamento scolastico. Vasto contro Lanciano è guerra dei numeri

Alessandro Biancardi

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VASTO. Con le nuove regole sul dimensionamento scolastico comincia la guerra a suon di numeri.

Vasto scende in campo per difendere i suoi istituti scolastici e si dice contraria alla delibera della Provincia di Chieti sul dimensionamento. Per 89 alunni di differenza a Vasto (con 3780 studenti) spettano 3 istituti scolastici, a Lanciano e Frisa (con 3869 alunni), 4.

Se si considerasse infatti la popolosità, Vasto avrebbe tutti i numeri per avere 4 istituzioni scolastiche (visto che ha 39811 abitanti e 397 nati nel 2010, mentre Lanciano e Frisa un totale di 38364 abitanti con 315 nati nel 2010). Se si rispettasse invece le regole su dimensionamento scolastico (gli istituti comprensivi devono contenere un minimo di 1000 alunni), allora ad entrambe (Vasto e Lanciano) spetterebbero 3 istituti ciascuno. Ma questo non avviene.

«Probabilmente», dice Cisl Scuola Chieti, «la differenza tra le due città è piuttosto nel fatto che finora Lanciano conta 6 istituzioni scolastiche (e ne perderebbe due), mentre Vasto ne conta 4 (non ne perderebbe nessuna)».

L’operazione smembramento intanto procede. In queste ore Vasto dovrà a formulare una proposta di riorganizzazione delle scuole di primo ciclo di istruzione sulla base di 3 istituzioni scolastiche (due comprensivi e una direzione didattica. Al circolo didattico non verrebbe assicurata una dirigenza scolastica e sarebbe affidata alla reggenza di un dirigente scolastico di altre istituzioni).

Un’operazione arrivata a seguito dell’incontro del Tavolo Tecnico interistituzionale tra Regione Abruzzo, Ufficio tecnico interistituzionale Abruzzo, le 4 Province abruzzesi, le organizzazioni sindacali della scuola il 22 dicembre scorso. Anche la Cisl Scuola Chieti è scesa in campo in difesa di personale docente ed Ata sollecitato dagli insegnanti del primo circolo di Vasto che in un documento indirizzato alle istituzioni hanno chiesto di salvaguardare nel migliore modo possibile un ordine di scuola, personale ed utenza.

La richiesta del sindacato, infatti, è chiara: «nel dimensionamento devono essere coinvolte tutte le istituzioni scolastiche».

La riorganizzazione della rete scolastica, prevista dalla manovra finanziaria prevede una razionalizzazione della spesa scolastica attraverso l’ accorpamento di scuole con un numero esiguo di alunni; a decorrere dall'anno scolastico 2011-2012, ad esempio, la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado saranno aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado; gli istituti compresivi per essere autonomi devono essere costituiti da almeno 1.000 alunni, (500 per i comuni montani).

27/12/2011 13:35