Nas e Asl chiudono il Centro prelievi di Casoli: era senza autorizzazioni

Alessandro Biancardi

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CASOLI. Provvedimento di chiusura per il Centro prelievi Csa di Selva Piana a Casoli.

 

Un’ispezione del Nas dei Carabinieri ed una visita della Asl di Chieti hanno potuto infatti accertare che non c’erano autorizzazioni per svolgere quell’attività di prelievo del sangue per le analisi, così come era stato denunciato dalla Cisl locale e regionale. Del che è stato informato anche il sindaco Sergio De Luca per i provvedimenti di sua competenza, con una raccomandazione aggiuntiva (di carattere solo verbale): «ma come? State facendo tante manifestazioni contro la chiusura dell’ospedale e non vi siete accorti che questo Centro privato faceva concorrenza alla struttura ospedaliera, rischiando di farla chiudere?».

 Come  questa cooperativa di servizio e lavoro abbia potuto attivare il Centro prelievi è un mistero che si annida nelle connivenze che pure ci sono state con chi doveva controllare. Così come la Asl sta cercando di accertare se tutti i medici (circa 40) che prestavano la loro opera nel Centro medico polispecialistico  fossero in regola con le prestazioni erogate, con i pagamenti e con le autorizzazioni ad esercitare lì.  E se tutti visitavano veramente lì o se erano stati invece inseriti nell’elenco come richiamo per i cittadini e come biglietto da visita del Centro prelievi. Tra l’altro i Nas stanno valutando la dicitura che appare nei volantini della pubblictà, dove si legge chiaramente: “convenzionati Asl”. La Asl invece sta cercando di stabilire se la cooperativa di infermieri che assicurava la sua presenza ed effettuava i prelievi abbia seguito o no le prescrizioni della sua convenzione e se l’invio dei prelievi all’ospedale di Lanciano abbia comportato un danno quantificabile ai conti della Asl (senza soffermarsi anche sul fatto che i prelievi di sangue erano a volte effettuati di pomeriggio, in un orario inusuale per questo tipo di analisi). Si chiude così in breve tempo l’incursione di questo operatore privato nel settore sanitario, che è uno dei più sensibili ed importante per il cittadino. Lo slogan dei volantini era: “prendi la salute nelle tue mani”. Forse era meglio affidarsi a mani più sicure, come quelle del Nas o della Asl che sono intervenuti rapidamente dopo la denuncia della Cisl.

09/10/2010 9.41