Burgo, contrasti nel Pdl sul progetto In.Te. Udc:«nuove aziende»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Da una parte la lettera accorata del sindaco di Chieti alla Burgo per sollecitare l’azienda a consentire la cassa integrazione per i 133 lavoratori rimasti senza occupazione e senza ammortizzatori sociali.

Dall’altra l’impotenza del Consiglio comunale di Chieti che lunedì ha prodotto solo un odg votato all’unanimità dei 34 presenti (c’erano però 7 assenti), dopo aver assistito ad una specie di scontro tra il senatore Fabrizio Di Stefano ed il sindaco Umberto Di Primio, velatamente accusato di aver dato fiducia al progetto In.Te. dell’ingegner Merlino, che era sponsorizzato anche dal senatore Giovanni Legnini senza aver ottenuto l’ok dal Pdl. Sullo sfondo la posizione dell’Udc che affida al capogruppo Alessandro Giardinelli una posizione “terza”: se il progetto In.Te. targato Merlino non decolla, facciamo entrare nella soluzione del problema tutte le altre aziende che vogliono avere come interlocutori le istituzioni e non l’ingegnere. Insomma sono riemerse le perplessità già sollevate nel recente passato sulla possibilità di sbocchi occupazionali a breve per il progetto In.Te.

«A dire di Merlino,  dovrebbero esserci nove Aziende disposte all’insediamento sui terreni Burgo, in un tempo stimato ottimisticamente in diciotto mesi. Noi – spiega Giardinelli - dopo aver fatto alcune richieste specifiche per conoscere la solidità economica delle Aziende interessate e se tali aziende fossero disposte ad aprire nuovi opifici o soltanto al trasferimento delle loro attività, e dopo non aver avuto risposte in merito, riteniamo che a tale ipotetico progetto non possano essere affidate tutte le speranze di risoluzione per il ricollocamento dei lavoratori. Crediamo invece che sia necessario trovare in tempi brevi altre vie. Tra l’altro l’Azienda Mod’a ha ultimamente rinunciato alla partecipazione al progetto In.Te. e che lo stato dei lavori per la bonifica dei terreni risulta essere molto in ritardo. Abbiamo quindi chiesto al Sindaco di prendere in mano la situazione, interagendo direttamente con la Burgo, proprietaria dei terreni, e con le aziende interessate, e soprattutto aprendo ad altre aziende, che potrebbero essere disponibili, qualora abbiamo un colloquio diretto con le Istituzioni e gli Enti».

 La proposta dell’Udc in Consiglio ha avuto l’appoggio di Fabrizio Di Stefano, mentre il senatore Giovanni Legnini, Pd, ha sollecitato un tavolo tecnico convocato dal Prefetto, sempre con il fine della ricollocazione delle maestranze e con lo sguardo attento a non favorire speculazioni economiche. Tra le righe di questa battaglia disperata per salvare 133 posti di lavoro emergono insomma contrasti nemmeno tanto nascosti tra la linea del sindaco e quella del suo senatore: l’appoggio alla linea Udc non sembra strumentale e di fatto è un indebolimento dell’operato di Umberto Di Primio forse incolpato di non aver lavorato da solo al progetto In.Te.

 

s.c.  21/12/2011 11:19