Vertenza Golden Lady. Presidio davanti allo stabilimento di Gissi: «i lavoratori allo stremo»

Alessandro Biancardi

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GISSI. Non mollano e si difendono. I lavoratori della Golden Lady sono scesi in campo stamattina davanti allo stabilimento  di Gissi, accompagnati dal partito di “Alternativa comunista”.

«Siamo a dicembre e la Golden Lady», dice il partito, «ha chiuso i battenti tra l’indifferenza delle forze politiche. Ai lavoratori  non restano che un altro anno di agonia in cassa integrazione ed il senso di impotenza». La crisi Golden Lady e la sua minacciata chiusura è nell’aria da molto tempo. L’azienda è diventata simbolo della crisi industriale in atto in Val Sinello, una crisi industriale  molto più preoccupante di quella che colpisce aree come la Valle Peligna e la Val Vibrata  visto che  sono poche le alternative occupazionali o di reimpiego per le lavoratrici.

Nonostante gli sforzi, gli appelli, le promesse dei  politici (il presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio si diceva pronto a fare di tutto per salvare lo stabilimento) la situazione non sembra essere migliorata, anzi. Secondo il Partito di alternativa comunista «ai lavoratori sono state dette cose non vere, ad esempio che il sito di Gissi sarebbe stato convertito in centro commerciale e le lavoratrici e i lavoratori (quelli docili e mansueti si intende) sarebbero stati riassunti».

«La Golden Lady ha chiuso nella latitanza di tutte le forze politiche che per anni si sono “abbeverate” di voti in ValSinello», dice polemico il partito, «e nella colpevole inettitudine di Cgil-Cisl- Uil che qui, come in Val Vibrata, non riescono a fare altro che mendicare lo stato di crisi dal pupillo di Berlusconi, il governatore Chiodi (senza peraltro essere ascoltati). Gli unici a intervenire, volantinando ancora lo scorso gennaio sono stati i militanti del Partito di Alternativa Comunista».

17/12/2011 11:48