Acqua, l’aumento della tariffa arriva anche nel chietino. Scatta diffida del Wwf

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Acqua, l’aumento della tariffa arriva anche nel chietino. Scatta diffida del Wwf
CHIETI. Non solo Pescara. Anche i sindaci del chietino si preparano a votare l’aumento della tariffa dell’acqua.

Se a Pescara il tutto è stato rimandato al prossimo 28 dicembre a Chieti l’aumento potrebbe arrivare in prima battuta. Il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, ha convocato l’assemblea dei sindaci e si appresta ad approvare l’aggiornamento del Piano d’Ambito che porterà per il 2011 l’acqua ad 1,256 al metro cubo come tariffa reale media e per il 2012 ad 1,316 al metro cubo.

«Nel dispositivo di delibera», protestano Riccardo Di Gregorio, segretario provinciale di Rifondazione e Nicola Tinari, consigliere provinciale di Rifondazione, «si stabilisce di ignorare deliberatamente l’esito referendario, che ha portato all’abrogazione dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito».
Il rispetto del referendum imporrebbe di ridurre le tariffe del 7%, in Abruzzo invece si scegli di andare in direzione opposta. «Dal 2007», ricordano Di Gregorio e Tinari, «la gestione dell'acqua è commissariata, la Giunta Chiodi con il Commissario Caputi invece di mettere mano ai conti delle Spa dell'acqua, che dopo l'esito referendario andrebbero, come accaduto a Napoli, ripubblicizzate, decide di far pagare l'ennesimo risanamento della cattiva gestione ai cittadini».
Rifondazione invita cittadini e associazioni alla mobilitazione e ai sindaci si chiede di non votare questo pacco natalizio. Rifondazione chiede che a pagare per eventuali sprechi siano chiamati tutti coloro che hanno ricoperto ruoli di responsabilità in Ato e Sasi e gli amministratori che non hanno controllato ma anche lo scorporo dalla tariffa della quota della remunerazione del capitale come stabilito con l'esito referendario. Infine si chiede la ripubblicizzazione attraverso la trasformazione delle S.p.A. in house in enti di diritto pubblico come fatto dalla Giunta De Magistris a Napoli.

WWF DIFFIDA L'ASSEMBLEA DEI SINDACI

Il Wwf ha inviato oggi una diffida al presidente della provincia di Chieti Di Giuseppantonio e all'Assemblea dei Sindaci del chietino, convocati per domani a S.Maria Imbaro. Il Wwf nei giorni scorsi aveva inviato una diffida simile all'assemblea
dei sindaci di Pescara che hanno rinviato la decisione per approfondimenti, dopo aver ascoltato le motivazioni dei rappresentanti di associazioni e movimenti. «A Pescara, in maniera lungimirante», commenta il Wwf, «i sindaci hanno infatti votato un regolamento dell'assemblea che permette
l'informazione e la partecipazione dei cittadini. In Provincia di Chieti, pochi giorni dopo il referendum di giugno, i sindaci votarono un regolamento che non prevede alcun tipo di partecipazione».

Per l'associazione sono molte le questioni di legittimità della procedura seguita.
«Mancano del tutto le procedure di valutazione ambientale, prescritte per tutti i piani del settore idrico dal Dlgs 152/2006. E' sconfortante notare che da oltre un anno segnaliamo queste lacune che potevano, quindi, essere colmate facilmente. E' del tutto inaccettabile che a fronte degli aumenti previsti non si calcoli l'indicatore di qualità della gestione previsto dalla legge. Quindi da un lato si chiedono ulteriori sacrifici al cittadini ma dall'altro non
si danno certezze sulla qualità del servizio pagato». L'aspetto più grave, secondo il Wwf, è, comunque, il mancato rispetto dell'esito referendario.
«Quasi 600.000 abruzzesi hanno votato contro l'inserimento nella tariffa della remunerazione del capitale (minimo il 7%) ma il documento presentato ai sindaci mantiene questa quota nella tariffa che sarà pure aumentata. Praticamente per il Commissario Caputi il referendum sembrerebbe non essere mai avvenuto».
16/12/2011 10:04