Discarica amianto Ortona, il Consiglio comunale dice no

Alessandro Biancardi

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ORTONA. Unanime il parere contrario espresso dal Consiglio comunale.

«Non c’è un solo motivo per cui sostenere l’impianto di smaltimento di rifiuti inerti contenenti amianto che la ditta SMI intende realizzare a Villa Pincione. Questa assise esprime unanime contrarietà».

Così il sindaco, Nicola Fratino, in apertura dei lavori del Consiglio Comunale convocato d’urgenza in seduta ordinaria aperta ed a cui hanno partecipato l’assessore Regionale Mauro Febbo, il capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, Camillo D’Alessandro, l’assessore all’Ambiente della Provincia di Chieti, Eugenio Caporrella, una delegazione del comitato spontaneo Nada e Fabrizia Arduini del Wwf.

All’esito di un sopralluogo effettuato dal Comando dei vigili urbani e dalla responsabile dello Sportello Unico delle Attività Produttive del Comune di Ortona si riscontra un’attività di movimentazione terra per modificare l’invaso. In altre parole, la Smi ha avviato i lavori di adeguamento della discarica di Villa Pincione.

Perché sono necessari lavori di adeguamento? L’autorizzazione rilasciata alla SMI per aprire la discarica di Villa Pincione è datata 11 aprile 2001. All’epoca l’amianto non era considerato “rifiuto pericoloso”. Nel 2003 cambia la normativa in materia. La SMI non adegua l’impianto ed è costretta a sospendere l’attività in quel sito.

Secondo il Comune di Ortona, la sospensione dell’attività per mancato adeguamento dell’impianto determina la decadenza dell’autorizzazione. Di conseguenza, la richiesta avanzata nel 2005 dalla SMI, (di ripresa dell’attività nella discarica), deve considerarsi una vera e propria richiesta di nuova autorizzazione, per ottenere la quale la procedura è diversa e più complessa.

In questo lasso di tempo, il Consiglio Regionale ha approvato la L.R. del 02.08.2010 n.36, (di cui è primo firmatario l’assessore regionale Mauro Febbo), che all’art.1 comma 3 recita: “sono sospesi i procedimenti di rilascio delle autorizzazioni e gli effetti delle autorizzazioni già rilasciate per la realizzazione e l’esercizio di impianti di smaltimento di rifiuti contenenti amianto non ancora in funzione”.

La legge è stata pubblicata sul Bura il 13 agosto scorso ed è entrata in vigore il giorno successivo. «In sede di Conferenza di Servizio», ricordano oggi dall'amministrazione pubblica, «il Comune di Ortona ha sempre espresso la sua contrarietà alla discarica di amianto, presentando, peraltro, ricorso al TAR avverso alla VIA».

Ad oggi, il Comune di Ortona non ha ricevuto alcuna comunicazione di inizio lavori da parte della SMI che fa sapere di avere inoltrato l’informativa alla Regione Abruzzo, direzione Protezione Civile e Ambiente, Servizio gestione rifiuti.

Nella nota la società comunica che i lavori sarebbero iniziati il 16 agosto 2010, quindi in data successiva all’entrata in vigore della L.R. n.36. che sospende, di fatto, l’autorizzazione della SMI. Di contro, a tal riguardo, pare che il dirigente Franco Gerardini abbia chiesto un parere all’Avvocatura regionale. Si attende il Piano di settore che stabilisce i criteri per individuare i luoghi e gli impianti idonei per la realizzazione e l’esercizio di impianti di smaltimento di rifiuti inerti contenenti amianto. Tale piano deve essere emanato dalla Giunta regionale entro 120 giorni dall’entrata in vigore della L.R. n.36.

08/10/10 12.26