Guardiagrele, il palatenda della discordia. E’ polemica sul calendario natalizio

Alessandro Biancardi

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GUARDIAGRELE. Il calendario natalizio a Guardiagrele non mette tutti d’accordo.

A suscitare malcontenti, mugugni e critiche di cittadini e politici è la ormai noto palatenda, una struttura fortemente voluta dall'amministrazione Comunale e la Proloco come centro di ritrovo natalizio.

La struttura che campeggia in Largo Garibaldi dovrebbe accogliere incontri, eventi, sagre, animazione per i più piccoli, ma anche degustazioni, mercatini, teatro e molta musica. «Un programma natalizio», lamenta il gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune”, «dell'importo di 79.500,00 euro, con un primo immediato contributo di 18.148,15 euro».

Anche i commercianti ed esercenti della zona non fanno i salti di gioia: sanno bene che Largo Garibaldi è uno dei luoghi cittadini che accoglie il maggior numero di auto e le loro attività sono le prime a risentire dalla mancanza di posti auto.

«I clienti», dicono preoccupati, «non sono veri clienti se togli loro la comodità dei parcheggi, basta pochissimo per dirottarli verso i più lontani sì, ma certamente più comodi centri commerciali». Nel caso di forti nevicate, poi, dove sarà dirottata la neve raccolta e da sempre parcheggiata in Largo Garibaldi?

Di natura più economica sono le perplessità sollevate dal gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune”. «E' legittimo affrontare una simile spesa», si chiede, «quando il Comune si ritrova, per l'anno scolastico 2011-2012 a non poter far fronte alla fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo per gli studenti delle scuole dell'obbligo e della scuola superiore, dato che la Regione Abruzzo non ha confermato i 26.574,25 euro dell'annualità precedente, mentre per le spese sostenute dalle famiglie per l'istruzione (rimborso abbonamento mezzi di trasporto, acquisto dizionari) può far affidamento solo un acconto che l'amministrazione regionale le ha accordato?».

Secondo il gruppo, questo sarebbe un tentativo di spostare l'attenzione dei cittadini da problematiche importanti con la «disattivazione dell'ospedale guardiese». «Ci voleva un costoso palatenda», conclude, «per parlare, ancora una volta, del progetto di “Culto e cultura”, unica idea di sviluppo turistico portata sterilmente avanti da Salvi & C.? Perché, invece, non si è pensato di utilizzare e valorizzare le strutture già esistenti come l'Auditorium, il cinema teatro Garden, la sala consiliare, gli spazi dell'Ente mostra e le sedi delle associazioni che si trovano nelle contrade? »

m.b. 14/12/2011 10:29