Asl di Chieti: ecco i tempi di attesa per le prestazioni

Alessandro Biancardi

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Asl di Chieti: ecco i tempi di attesa per le prestazioni
IL DOCUMENTO. CHIETI. Trentadue pagine, centinaia di prestazioni con relativo tempo di attesa in tutta la Asl di Lanciano Vasto Chieti.*INTERSINDACALE SANITARIA: «L’ATTO AZIENDALE DELLA ASL DI CHIETI VA MODIFICATO»

Dai distretti più periferici agli ospedali maggiori, passando per i Pta (i punti di prima assistenza territoriale) che hanno sostituito gli ospedali chiusi e per i punti prelievo. Un file molto “abbondante” di dati fotografa così al primo dicembre scorso le liste di attesa che tante polemiche hanno suscitato in quest’ultimo periodo.

Un file richiesto e ottenuto dal Tribunale peri diritti del malato di Ortona che attraverso Giuseppe Tatasciore ne aveva fatto richiesta alcune settimane fa.

E’ la stessa Asl ad evidenziare le prestazioni che superano i tempi di prenotazione previsti dalla legge e che ad una prima sommaria valutazione sembrano il 50% circa di tutto l’elenco. Tutti potranno controllare se i dati corrispondono alla realtà, ma si capisce con chiarezza che l’affollamento maggiore si riscontra negli ospedali più grandi e comunque nei centri urbani per le prestazioni che non vengono erogate in periferia. Così se in pochi giorni in un distretto dell’alto vastese si riesce a prenotare una visita per le richieste di routine, si legge altrettanto bene che per alcune prestazioni erogate solo negli ospedali più grandi le liste diventano di quattro, sei mesi ed anche più. Ma non è che spostando in montagna una prestazione, ad esempio l’endocrinologia o l’ecodoppler, il tempo di attesa si abbrevia. L’ingorgo dipende forse dal fatto che a fronte di molte richieste in un settore, c’è un solo ambulatorio a rispondere. Se a questa oggettiva difficoltà si aggiunge il disservizio del Cup, è chiaro che le proteste aumentano e non sarà uno schema così ampio a modificare le critiche al sistema che non assicura le prestazioni nei tempi previsti dalla legge.

E’ un fatto che la Asl, impegnata su molti fronti, non ritenga prioritario abbattere le liste di attesa e fornire le prestazioni di routine richieste dalla maggior parte dei cittadini. Ci sono poi prestazioni che non si possono prenotare, perché le liste sono chiuse. Cioè chi telefona al numero verde (un lavoro massacrante, poco valutato, quello degli addetti a questo servizio) o si presenta allo sportello Cup (questi operatori sono altri martiri del sistema) o si prenota in farmacia, trova chiuse alcune liste. Un rapido riscontro elenco alla mano, fermandoci a Chieti, evidenzia che sono chiuse le liste per la colonscopia (patologia medica) e per l’ecodoppler arti inferiori e tronchi (chirurgia vascolare). Così come sono chiuse le liste per l’ecografia mammaria bilaterale (radiologia) mentre l’rx mammaria (sempre a radiologia) slitta ad aprile 2013. Non si può prenotare nemmeno l’ecografia tiroidea, così come la visita endocrinologica al 5° livello del SS. Annunziata, così come l’elettromiografia presso Neurologia. Impossibile prenotare anche la visita gastroenterologia normale e quella per il sospetto di celiachia (patologia medica). E questo la Asl lo sa bene, anche se non lo dice.

Come sa bene che le difficoltà del Cup a rispondere in tempi rapidi dipendono da tanti fattori, non ultima l’incomunicabilità dei responsabili attuali del servizio con gli operatori. Se a ciò si aggiunge la decisione di spostare da Chieti a Lanciano il cuore del sistema e di potenziare il personale soprattutto lì (in questi ultimi giorni ci sono state altre tre assunzioni di operatori di quella zona), si capisce il perché di queste disfunzioni. Ma c’è un altro aspetto che è stato evidenziato in questi giorni: si tratta delle critiche al nuovo programma informatico che è stato adottato al Cup. Critiche che non sono di oggi, ma che oggi vengono rilanciate da un farmacista di Francavilla al mare, al quale è stato montato in questi giorni il nuovo sistema di prenotazione.

«Il programma – spiega Enrico Bruno, che tra l’altro è segretario dell’Ordine dei farmacisti di Chieti – è senz’altro graficamente più bello del precedente, ma è altrettanto sicuramente più complesso. E fin qui passi, ci si abitua. Il problema nasce dal fatto che mentre il programma precedente, che funzionava benissimo, consentiva di prenotare le prestazioni anche in altre Asl abruzzesi, ora questo non è possibile perché il programma non colloquia con quelli delle Asl di Pescara, L’Aquila e Teramo, come avveniva precedentemente. Così l’utente si spazientisce, le prenotazioni saltano e io sono costretto ad usare entrambi i programmi se voglio dare un servizio completo. Certo non tutte le difficoltà derivano dal programma, ci sono medici che sbagliano le sigle delle prestazioni, oppure le liste di attesa sono lunghissime. Ma non capisco l’utilità di sostituire una intranet che prima funzionava per tutta la regione con il programma di oggi».

Sebastiano Calella  13/12/2011 09:23

ECCO I DATI DELL'ANNO SCORSO

I DATI DI QUEST'ANNO

Tempi Di Attesa Asl Lanciano Vasto Chieti_01!12!2011


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INTERSINDACALE SANITARIA: «L’ATTO AZIENDALE DELLA ASL DI CHIETI VA MODIFICATO»

CHIETI. «L’atto aziendale della Asl di Chieti non ci piace: non solo per i contenuti, ma anche per il metodo seguito nel confronto con i sindacati e con gli operatori. Prima ci si impegna su alcune modifiche, poi se ne fanno altre. Bisogna intervenire per cambiarlo»: firmato Walter Palumbo, coordinatore dell’Intersindacale sanitaria. 

La bocciatura del piano presentato dal manager Francesco Zavattaro è contenuta in una lettera aperta indirizzata al commissario Chiodi ed al suo vice Giovanna Baraldi e al direttore dell’Agenas (agenzia sanitaria nazionale), al rettore della d’Annunzio ed al preside di Medicina, a Luciano La Penna, presidente del comitato dei sindaci, ed allo stesso manager Asl. Dopo una breve cronistoria dei contatti avuti con il direttore generale e delle critiche ai tagli delle unità operative, nella lettera si dice che i sindacati hanno condiviso la tesi dell’Atto aziendale per «garantire e migliorare la qualità dell’assistenza, la qualificazione delle prestazioni e la riduzione della mobilità passiva, le garanzie dei Lea e da ultimo anche l’economia occupazionale sostenibile». Però certi tagli sono sembrati «penalizzanti per alcune attività sanitarie da tempo in essere e ritenute non solo essenziali, ma anche particolarmente attive e produttive». «Perciò – scrive Palumbo - è stato concordato di integrare l’elenco delle Unità operative. Nei giorni successivi, tuttavia, la Direzione aziendale ha modificato il numero di queste unità operative, rispondendo solo in parte alle proposte degli stessi rappresentanti sindacali e riproponendo, contrariamente ai tagli precedentemente eseguiti, le Unità prima ritenute eccessive o ridondanti (Cardiologia C dell’Ospedale clinicizzato di Chieti, ove già esiste una Cardiologia A – Utic e una Cardiologia B - Servizio di cardiologia) o Unità prima riconosciute come non meritevoli di responsabilità di gestione di risorse umane, tecniche o finanziarie (Diagnostica ed interventistica ecoguidata, Allergologia, Centro Stomizzati). Invece non è stata riconosciuta l’utilità di altre Unità precedentemente istituite e non più presenti nell’attuale atto aziendale, come, ad esempio, quella per la Nutrizione artificiale, prevista nel Psr 2008-2010 e riconosciuta essenziale dalla Commissione Nazionale Lea come un trattamento salvavita». Di qui la critica al documento che appare sempre più “decontestualizzato” sia dalle aspettative dei sanitari sia dal fabbisogno dei cittadini: ad una concentrazione di reparti medici (Semeiotica Medica, Patologia Medica, e Clinica Medica) e cardiologici (Cardiologia A – Utic, Cardiologia B – Servizio di cardiologia e Cardiologia C) presso l’Ospedale Clinicizzato di Chieti, corrisponde al contrario la scomparsa, il depotenziamento o la trasformazione delle Unità presenti presso l’ospedale di Ortona, di Lanciano o Vasto. Ma c’è di più. Secondo Palumbo, la Direzione aziendale ha rivolto la sua attenzione alla ristrutturazione, trasformazione o cancellazione di quelle poche Unità operative a direzione ospedaliera presenti nella Asl e non ha minimamente toccato quelle molteplici e, a volte ridondanti, a direzione universitaria. «A parere dell’Intersindacale, il comportamento tenuto dalla Direzione Asl Lanciano,Vasto, Chieti in questa circostanza appare severamente censurabile essendo non conforme a quanto stabilito dal Contratto nazionale di lavoro che prevede una informazione maggiore dei sindacati. Ed anche se il decreto Brunetta ha abrogato l’istituto della concertazione, in questa occasione l’atto aziendale sembra essere stato comunque oggetto di una “concertazione” con soggetti variamente interessati a mantenere posizioni precedentemente acquisite che, sebbene nella prima stesura apparissero funzionalmente eccessive ed economicamente onerose, risultano invece, nella attuale stesura, adeguate, funzionali, utili, essenziali». Pertanto, conclude Palumbo, è «necessario un intervento per identificare al più presto soluzioni alternative alle criticità segnalate prima che l’atto aziendale venga approvato».

s. c. 13/12/2011 11:47