Dipendenti Burgo da riassumere, perplessità Udc sul progetto In.Te.

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Occorreranno circa 18 mesi di tempo per la realizzazione del progetto In.Te».  E’ quello che è emerso dall’incontro di ieri della Commissione consiliare “Attività produttive” sulla vicenda Burgo e sui dipendenti licenziati da ricollocare.

Diciotto mesi, tanto ci vorrà in quanto sarà necessario considerare l’annullamento dell’autorizzazione integrata ambientale che il Sindaco Di Primio e il Presidente della Provincia Di Giuseppantonio hanno sollecitato alla Regione.

Lo conferma il presidente Diego Costantini che sottolinea anche come questa sia la «conditio sine qua non, per consentire di passare all’iter autorizzativo dell’edificabilità degli opifici».

 Le imprese che finora hanno fatto domanda al Suap per potersi insediare sui terreni della ex cartiera sono 9, ma anche altre aziende sono fortemente intenzionate ad aderire al progetto che prevede l’inserimento complessivo di 24 opifici. E per oggi alle 18 è prevista un’assemblea di tutte le aziende interessate per discutere del patto di ricollocazione dei lavoratori Burgo, secondo il progetto In.Te. che sarebbe – secondo Costantini – «un tipico esempio di politica attiva del lavoro, che mira al reinserimento dei lavoratori».

 Ma proprio questo progetto, con i suoi ritardi e la sua difficoltà a passare dagli studi professionali al territorio, non ha convinto ieri l’Udc che ha espresso le sue perplessità in sede di audizione del progettista ingegner Merlino. La domanda che il capogruppo Alessandro Giardinelli ha rivolto in commissione è proprio questa: si tratta di nuovi opifici e quindi di assunzioni o solo del trasferimento di sedi operative? La risposta positiva per i dipendenti sarebbe solo quella di un reinserimento immediato dei lavoratori ex-Burgo con contratto  di formazione, in vista di un successivo ricollocamento effettivo.

«Questo atto – commenta Giardinelli - darebbe certamente un segnale positivo per una reale riassunzione delle maestranze. In questo contesto è evidente che gli incentivi che l’amministrazione Comunale o Regionale saranno disponibili a fornire per le aziende che si insedieranno, dovranno essere esclusivamente appannaggio di coloro che opereranno la ricollocazione lavorativa, e che già oggi deve essere dimostrata nella capacità e nella volontà di nuove assunzioni».

«Pertanto - dice l’Udc - se non ci saranno risposte esaurienti, considereremo il progetto poco credibile al fine di una ricollocazione del personale ex-Burgo e chiederemo al Sindaco di individuare nuove possibili strade, nelle more di una situazione economica globale disastrosa».

s. c.  07/12/2011 09:24