Vertenza Burgo da Chieti l’appello al presidente Napolitano

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Dal Consiglio comunale di Chieti al Presidente della Repubblica, passando per la Prefettura di Chieti: la vertenza Burgo si sposta a livello nazionale.

Questo avviene con un’iniziativa dei consiglieri comunali Udc che sull’argomento hanno inviato una lettera a Giorgio Napolitano. Dopo aver riassunto la storia della demolizione della cartiera, legata ad un accordo con sindacati e istituzioni per il ricollocamento degli operai rimasti senza lavoro, l’Udc rileva che a cartiera demolita - e scaduta la cassa integrazione proprio oggi - non ci sono né spiragli di una ricollocazione immediata né fondate speranze che i progetti in cantiere possano decollare a breve. Il riferimento è agli insediamenti In.Te. e soprattutto all’atteggiamento di chiusura della Burgo per ogni ulteriore trattativa e per il prolungamento della cassa integrazione. «Un atteggiamento lesivo dei principi costituzionali che garantiscono la tutela del lavoro», sottolinea l’Udc nella lettera. Sulla stessa linea di coinvolgere le istituzioni è stato l’intervento al Consiglio comunale del senatore Giovanni Legnini, che è anche consigliere a Chieti. La sua proposta, condivisa anche dal sindacato, è che in questi due mesi e mezzo disponibili tra la comunicazione della messa in mobilità e l’iscrizione nelle liste vere e proprie, il Prefetto e le altre istituzioni, Comune compreso, aprano un tavolo di trattativa innanzitutto con la Burgo per ottenere altri incentivi e facilitazioni per gli operai, ma soprattutto per riaprire la vertenza dal punto di vista dei ritardi burocratici che frenano i nuovi insediamenti promessi. Il riferimento è ai problemi della caratterizzazione dei terreni, cioè del disinquinamento che viene prima di ogni possibile avvio di attività industriale.

Su questo c’è stato il mea culpa anche di alcuni consiglieri comunali: qualcuno ha ammesso di essere stato distratto nel seguire l’evolversi della vicenda, troppo lento per assicurare un nuovo posto di lavoro ai 133 dipendenti licenziati. Insomma un’accelerazioni improvvisa della vertenza, sotto l’urgenza delle scadenze ormai automatiche, come hanno evidenziato molti operai presenti oggi in Consiglio comunale.

s. c. 05/12/2011 17:21