Di Primio: «Il bilancio del Comune è sotto controllo, altro che dissesto»

Alessandro Biancardi

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Di Primio: «Il bilancio del Comune è sotto controllo, altro che dissesto»
CHIETI. Approvato l’assestamento del bilancio comunale nonostante il parere negativo dei revisori dei conti, riesplode la polemica sullo stato di salute delle casse comunali.

Da una parte l’ex sindaco Francesco Ricci ed il Pd reagiscono contro chi, dal centrodestra, ritorna sul ritornello dei debiti lasciati in eredità alla Giunta Di Primio, dall’altra lo stesso sindaco in carica che scende in campo per rivendicare la sua opera di “bonifica” del bilancio avuto in eredità: «se il messaggio di Ricci è che ci ha lasciato i conti a posto e senza debiti, io documentalmente lo smentisco. Ma dico pure che mai la mia amministrazione ha preso i debiti che esistono come un alibi per non amministrare».

 Sul tavolo del sindaco una serie di documenti, di specchietti, di relazioni, di comunicazioni della Corte dei conti per dimostrare almeno due cose: la prima è che la Giunta in carica ha diminuito i residui attivi dell’11% ed ha abbattuto i mutui di almeno 5 milioni di euro, con appena un anno di bilancio completamente attribuibile a Di Primio. Come dire: «il bilancio è finalmente sotto cura, prima aveva qualche infezione, stiamo ottenendo risultati». Ha ragione Di Primio, con la sua giunta schierata al completo e con qualche consigliere pure presente (ce ne erano di più che nei consigli comunali saltati per mancanza di numero legale) oppure Ricci fa bene a rivendicare la bontà della sua amministrazione? Resta il fatto che quando si cambia colore politico, se chi subentra è di destra critica il centrosinistra battuto. Se subentra il centrosinistra, le critiche vanno alla destra che c’era prima. Perché è molto difficile orientarsi tra competenza e cassa, residui attivi e passivi, rendiconto e bilanci previsionali, patto di stabilità, capacità di contrarre mutui, requisiti imposti dal ministero, incapacità a riscuotere i ruoli (vedi le bollette dell’acqua non riscosse per quatto anni dal 2006 al 2009), decreti ingiuntivi e debiti fuori bilancio. Ma il sindaco in carica ha parlato di “excusatio non petita”, con quel che segue per dire che le parole del suo predecessore e dell’ex assessore Luigi Febo sono sulla linea dell’allarmismo non costruttivo: «So bene che ci sono problemi e l’ho detto da tempo – spiega ancora Di Primio – ma parlare di dissesto, di stipendi e tredicesime a rischio mi pare troppo».

 Pare dunque di capire che lo scontro sul bilancio investe un modo diverso di amministrare. Il debito per Di Primio non è quello con un fornitore, ma per esempio la difficoltà a contrarre mutui perché i parametri di bilancio lasciati in eredità erano al limite massimo consentito. Oppure sono i debiti fuori bilancio lasciati dalla Giunta precedente e approvati dall’amministrazione in carica, così come il pagamento dei debiti del Marrucino che sono stati onorati, ma prendendoli dal bilancio comunale, così come i debiti per Eurobasket o quelli con la Provincia o con l’Ipab «che certamente non sono stati creati da Ricci, ma sono frutto di 20 anni di contenzioso – ha chiosato Di Primio – ma noi siamo chiamati a pagarli. Però i 7,5 mln di acqua comprata dall’Aca e non pagata perché non sono state emesse le bollette, dipendono da Ricci. Per questo non si può parlare di «bilancio sano e senza problemi come fa il centrosinistra» ha concluso Di Primio.

«Ci sono almeno 4 parametri fuori norma – ha poi chiarito il sindaco – i volumi dei residui attivi di nuova formazione, cioè le spese nuove, quello dei residui passivi (+ 40%), decreti ingiuntivi superiori al limite fissato per tutti e la consistenza dei mutui. Senza dire dei contenziosi lasciati in eredità». Allora un bilancio in piena salute? Non proprio, viste le criticità ammesse pure dal sindaco in carica e che sostanzialmente dipendono dai tagli e dalle economie imposte dalla crisi economica.

«Ma il Comune è solvibile, ha la fiducia dei creditori, gli stipendi e le tredicesime non sono a rischio, gli amici (prima erano gli avversari…) dell’opposizione possono stare tranquilli. La cravatta nera dell’assessore Melideo è solo una scelta legata alla moda, non fotografa lo stato delle finanze comunali».

Sebastiano Calella 03/12/2011 16:13