Operai Burgo in presidio permanente, si pensa ad un’azione legale contro l’azienda

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Operai Burgo in presidio permanente, si pensa ad un’azione legale contro l’azienda
CHIETI. C’è tensione tra gli operai che presidiano la Burgo, dopo le notizie negative sulla cassa integrazione che non sarà prorogata.

Oltre al presidio permanente, è prevista la partecipazione in massa al consiglio comunale di lunedì e già si pensa ad un’azione legale di gruppo contro la Burgo per la richiesta danni da questa incredibile vicenda.

Tensione e sfiducia, dunque, quasi la consapevolezza dei dipendenti di essere stati giocati dall’azienda e lo smarrimento per essere stati lasciati soli a lottare contro un colosso. Ma c’è anche la determinazione a reagire contro una vicenda in cui tutti, dalle istituzioni alla Burgo stessa alla politica ai sindacati, non sono riusciti ancora a tutelare un posto di lavoro di eccellenza. La Cartiera di Chieti era, infatti, uno degli impianti più produttivi del gruppo, soprattutto in alcuni prodotti di nicchia. Attorno agli operai in presidio permanente, c’è il deserto prodotto dalla demolizione degli impianti. Resiste solo la palazzina d’ingresso, di fronte ad ettari di terreno che aspettano solo di essere utilizzati.

«Già nel 2008 abbiamo presentato alla Procura della repubblica di Chieti un esposto contro lo smantellamento della cartiera – spiega Giancamillo Marrone, Rsu aziendale, attorniato da altri dipendenti – ma non ne abbiamo saputo più nulla. Non sappiamo nemmeno se c’è stata archiviazione o no. E’ chiaro che oggi si parla di cassa integrazione, dei problemi della mobilità, di appelli alle istituzioni. Ma tra i 133 dipendenti si sta facendo strada un dubbio: e se tutto il progetto In.Te. fosse solo un paravento per altre operazioni?»

 Ripercorrendo le vicende dei tre ultimi anni, Marrone ricorda date e scadenze: «La Burgo ha ottenuto il consenso alla demolizione con l’impegno alla ricollocazione dei dipendenti, però adesso non vuole la proroga della cig mentre i dipendenti non sono stati ricollocati. Nel novembre 2009 – come detto, ricorda Marrone - ci fu un accordo per la demolizione tra tutti i soggetti coinvolti. Venti giorni dopo, siamo a dicembre, la Burgo firmò un preliminare di vendita con il Parco Paglia, interessato ai terreni della cartiera. Che cosa aveva in mente con questa fretta di vendere i terreni? C’è qualcosa che non quadra anche nel progetto In.Te, commissionato dalla Burgo che ci è stato presentato come l’àncora di salvezza per i dipendenti, cosa che non è ancora vera e realizzata. Insomma oggi scopriamo che il nostro destino è legato a questo preliminare di vendita, c’è chi dice che interessa tutta l’area, chi solo una parte. Vogliamo conoscere la verità, prima di arrivare a giudizi definitivi sugli attori di questa vicenda. Per il momento aspettiamo il consiglio comunale di lunedì, che si svolgerà alla presenza del Prefetto».

In realtà la prudenza di queste dichiarazioni copre la profonda delusione per il mancato rispetto degli impegni: il lavoro sfuma, la burocrazia si appropria del destino dei 133 dipendenti in lotta, il sole di questo dicembre primaverile non scalda le speranze che ancora resistono.

Sebastiano Calella  03/12/2011 14:12