Gettoni di presenza, i consiglieri di ‘Casale Futuro’ lo devolvono alle famiglie indigenti

Alessandro Biancardi

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CASALINCONTRADA. Nelle scorse settimane i componenti del gruppo consiliare “Casale Futuro” avevano proposto di devolvere a terzi il proprio gettone di presenza alle sedute consiliari.

Così ieri i consiglieri hanno inoltrato formale richiesta al Responsabile del Settore Ragioneria del Comune di Casalincontrada per determinare la destinazione di tali somme

«Rimarchiamo che il nostro movimento», spiega Sergio Tommaso Montanaro, «per lo svolgimento delle proprie attività e per sostenere qualsiasi spesa, ad esempio la stampa ed affissione manifesti, non dispone di fondi pubblici o derivanti da altre fonti, tipo incarichi vari, non essendo noi politici ma cittadini al servizio della comunità, l’unica fonte di finanziamento è l’autotassazione dei componenti il movimento. È quindi comprensibile il doppio valore della rinuncia».

La somma disponibile dovrebbe essere di circa 700 Euro per il fatto che si è deciso di riversare anche le somme relative all’anno 2010 già erogate dall’Ente e cumularle con quelle ancora non erogate riferite al 2011. Si è deciso di destinare tale somma ai nuclei familiari con almeno tre figli utilizzando i criteri di cui all’ex art.65 Legge 448 del 23/12/1999, suddividendo la somma complessiva in base al numero delle richieste pervenute per il contributo Inps già erogato.

«Non possiamo dimenticare», continua Montanaro, «le vicissitudini e gli avvenimenti legati a questa rinuncia che ci ha visto lottare materialmente con l’Amministrazione per due anni. Dapprima avevamo presentato un ordine del giorno che però ci è stato rigettato dopo 245 per il fatto che la rinuncia la gettone è un fatto individuale».

Poi i consiglieri hanno provato a sollecitare il Consiglio e la Giunta con una mozione con la quale chiedevano di rinunciare a due assessori per rimpinguare l’esiguo capitolo a bilancio sul sociale. «Nulla si è voluto mollare, sia come incarico sia come emolumento, neanche parzialmente», attacca Montanaro.

«Nel frattempo», continua il consigliere di minoranza, «con una variazione di bilancio recente il sindaco, a fari spenti, si è ridata lo stipendio, legittimamente, ma in silenzio, non come quando dovette rinunciare per cumuli di incarichi e voleva far passare la cosa come ad una rinuncia libera. Del resto lei stessa ci ha spiegato e ribadito e noi abbiamo imparato e compreso che la scelta di rinunciare a qualcosa è di carattere strettamente personale».

01/12/2011 15:02