Impianto pet coke, ancora dubbi sul progetto che vuole il sindaco Fratino

Alessandro Biancardi

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I DOCUMENTI. ORTONA. Scade il 4 dicembre il tempo per presentare le osservazioni per l’impianto di pet coke proposto dalla Buonefra di cui è anche socio il sindaco Nicola Fratino.

I DOCUMENTI. ORTONA. Scade il 4 dicembre il tempo per presentare le osservazioni per l’impianto di pet coke proposto dalla Buonefra di cui è anche socio il sindaco Nicola Fratino.

Il sito di stoccaggio sarà direttamente sul porto: banchina di Riva Vecchia, all'interno di uno dei 4 capannoni che occuperanno 2.450 metri quadrati complessivi, di prossima costruzione. Il tonnellaggio stoccato sarà come quello previsto dal progetto appena approvato in contrada Tamarete della F.lli Nervegna Autotrasporti s.rl.: 75.000 tonnellate di petrolio-carbone l'anno.

Nella migliore delle ipotesi, secondo l’associazione Wwf Zona Frentana e Costa Teatina, Ortona ospiterà quindi complessivamente 150.000 tonnellate annue di un prodotto che gli stessi petrolieri chiamano “la feccia del petrolio” per le sue intrinseche potenzialità inquinanti. Le 75.000 tonnellate di petrolio-carbone l'anno previsti ciascuno nei due progetti Nervegna e Buonefra consentono agli stessi di essere sottoposti alla semplice Valutazione di Assoggettabilità, esentando i progetti dall'essere valutati dalla più severa Via (Valutazione di Impatto Ambientale). Secondo il Wwf, dunque, sarebbe bastato dividere in due uno stesso progetto per evitare la Via, essendo i 2 progetti preliminari, Buonefra e Nervegna, «sostanzialmente identici, identico è il relatore, e tra le società proponenti esistono forti collaborazioni». «Il progetto è una specie di scatola cinese», contesta Maria Rita D’Orsogna dalle pagine del suo blog, «e non si capisce bene quale sia il loro vero intento. Ci sono capannoni già costruiti al mare, ce ne sono altri che si vogliono costruire sia al mare che nei campi di contrada Tamarete».

La località scelta è il porto di Ortona: a due passi da insediamenti urbani, da strutture turistiche e sulla visuale del castello Aragonese. «Il semplice buon senso», contesta ancora D’Orsogna, «porta alla conclusione che non è saggio stoccare materiale facilmente infiammabile e cancerogeno in tali località, specie se si intende aiutare il turismo di Ortona a crescere e non a morire del tutto».

D’Orsogna chiede inoltre di sapere se nel dare le prime autorizzazioni al deposito della Buonefra srl, Nicola Fratino sindaco e Nicola Fratino imprenditore «hanno fatto gli interessi della città o della Buonefra srl? Che tipo di legame sussiste fra i due progetti facenti capo ai Fratelli Nervegna Autotrasporti? È fondamentale avere risposta a quest'ultima domanda, per capire l'esatto impatto delle attività proposte e per il bene della collettività, vista l'estrema pericolosità del materiale in esame».

Sulle ricadute occupazionali c’è scetticismo: . «I posti di lavoro creati saranno “non più di cinque», sottolinea ancora D’Orsogna, «oltre ad eventuali “padroncini” locali. D'altro canto si rovinerà la qualità di vita della popolazione, si comprometteranno i nostri campi e lo sviluppo turistico che certo non può annoverare un deposito di pet-coke fra le sue attrazioni».

 30/11/2011 12:38

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