Cisl: «Riabilitazione psichiatrica? Risparmiare non è licenziare»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Se la matematica non è un’opinione, forse si nasconde dietro i numeri la crisi della Psico-riabilitazione in Abruzzo.

 

E si spiegano così anche i silenzi della Regione e le mancate risposte alle richieste pressanti di sindacati ed operatori della sanità che chiedono di conoscere (e discutere) il destino di questo settore.

In effetti era questo il fantasma che l’altro ieri ha agitato la riunione Petruzzi-sindacati a Villa Pini: da una parte si chiede la stabilizzazione a tempo indeterminato dei dipendenti riassunti o da riassumere, come da contratto di affitto. Dall’altra Petruzzi dice: sì, riassumo, ma se la Regione mi conferma budget e se mi dicono cosa c’è dietro l’angolo. Il pericolo reale di tutta questa vicenda è che a livello politico nessuno sembra voler affrontare apertamente questo problema. Si rischia quindi lo stesso metodo del Piano operativo sanitario, quello che ha tagliato gli ospedali: si applicano le indicazioni ministeriali e chi si è visto si è visto. Se così fosse, per la Psico-riabilitazione - secondo gli obiettivi fissati dal Ministero della Sanità nel 2004 – ci dovrebbe essere 1 posto letto ogni 10.000 abitanti. Nel caso della Regione Abruzzo, su 1 milione e trecentomila abitanti servirebbero 130 posti ed una spesa stimata di 7 milioni di euro.

«Sarebbe un bagno di sangue – commenta Davide Farina, Cisl – per questo nessuno ne vuole parlare. Oggi la rete psicoriabilitativa in Abruzzo conta circa 670 p.l. accreditati con tariffe che arrivano a toccare anche i 125 euro per giornata di degenza ed un budget annuo di circa 29 milioni di euro. Di questi 670 oltre la metà, 359, sono accreditati a Villa Pini s.r.l. dove lavorano oltre 200 operatori per un budget fissato per il 2008 a 15 milioni e 656 mila euro. Tagliare i posti e tagliare il budget, significa licenziare. Ma nessuno lo dice: ci si nasconde dietro il Piano operativo sanitario che anche in questo caso assegna posti letto (pochi) senza nessuna consultazione».

 Per questo la proposta Cisl è di dedicare la giornata di lunedì prossimo alla soluzione di problemi tecnici specifici all’interno dei contratti di lavoro stipulati a Villa Pini e di dedicarsi all’elaborazione di una proposta complessiva per tutto il settore psicoriabilitativo che coinvolge anche altre case di cura «natanti in mare aperto e senza bussola», secondo la definizione di Farina.

«Nelle audizioni del 2 febbraio e del 16 febbraio scorsi presso la Commissione Parlamentare d’inchiesta presieduta da Ignazio Marino, Chiodi e il suo sub commissario Giovanna Baraldi – ricorda Farina - hanno ripreso i temi molto delicati della corruzione del settore psichiatrico per l’aumento dei posti letto e per le tariffe di degenza fuori da ogni logica di costo. Temi tanto delicati che Chiodi aveva espresso l’opportunità di mantenere il più stretto riserbo sul contenuto dell’audizione con la secretazione degli atti. Ci piacerebbe partire da quei dati per definire un progetto fattibile in questo settore. Risparmiare non significa licenziare».

 Sebastiano Calella  07/10/2010 10.31