Lanciano, qualità dell’aria: «che fine hanno fatto i risultati del Mario Negri?»

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Che fine hanno fatto i risultati  degli studi qualità dell’aria commissionati dalla Provincia di Chieti nel 2010 al Mario Negri Sud? Non è ora di tirarli fuori dal cassetto?

 Sono queste le domande che Alex Caporale consigliere comunale di Lanciano rivolge alle istituzioni (presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuspeppantonio, all’assessore all’ambiente della Provincia di Chieti, al Comune di Lanciano e alla Regione), ad un anno dallo studio per il controllo della qualità ambientale nel territorio della provincia.

Le stesse domande che qualche tempo fa si faceva il comitato Porta nuova di Vasto. In un momento in cui le centrali a biomasse e strutture sono all’ordine del giorno è doveroso, per il consigliere, conoscere le condizioni ambientali dell’area. La situazione a Lanciano è particolarmente delicata, sottolinea Caporale, «in quanto è un’ area sul proprio territorio comunale ben 2 impianti a bio-masse, il passaggio di un elettrodotto a 380 kv, la previsione nel piano regolatore generale appena approvato di un inceneritore».

 E proprio per questo  il 23 novembre scorso il consigliere premeva perché il sindaco approvasse un serio e professionale monitoraggio della qualità dell’aria su tutto il territorio comunale di Lanciano e per la creazione di una task force ambientale. Ma Lanciano non è l’unica a chiedere maggiore trasparenza sulla qualità dell’aria. La città di Vasto, preoccupata per gli effetti della centrale a biomasse della Istonia Energy, si sta battendo con ogni mezzo per difendere il territorio.

E’ stato il Comitato Porta Nuova Vasto, infatti, il primo a divulgare la mappa dello studio del Mario Negri Sud in cui Vasto è una delle aree con più alto rischio.

«In una scala da 1 a 7», spiegava l’associazione«con colori dal blu al rosso, al grado 7 (blu) corrisponde una “naturalità molto alta”, e al grado 1 (rosso) una “alterazione molto alta”, la zona di Vasto si colloca al grado 2 (arancione), ad “alterazione alta”, corrispondente ad una qualità dell’aria “molto scarsa”».

«Non è fatalità», conclude Caporale, «che laddove insistono attività impattanti sull’ambiente, lì è più alta l’incidenza di malattie, di malformazioni, di fragilità dell’organismo umano».

E’ ora dunque di vdere lo studio.

29/11/2011 07:47