Sanità, assestamento bilancio ed ex Burgo: consiglio comunale rovente a Chieti

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Sanità, tribunali, Teate servizi, assestamento di bilancio. E vicenda Burgo. Oggi con la convocazione di due consigli comunali (mattina e pomeriggio) per Chieti sarà il d-day per l’amministrazione Di Primio.

Dove “d” sta per decisioni, quelle che per una serie di rinvii ad incastro il sindaco e la sua maggioranza non più monolitica non riescono più a prendere. In realtà la vicenda Burgo non sarebbe all’odg, ma è prevista un’irruzione degli operai in aula, dopo che si è diffusa la voce, rilanciata su internet e su Facebook, di ritardi insanabili a breve sul riassorbimento degli operai della ex cartiera ora in cassa integrazione. Ed oggi – a pochi giorni dalla scadenza, gli operai vogliono avere risposte certe e tempi chiari. Perciò non sarà possibile ripetere il giochetto di quando, una volta per mancanza casuale di numero legale, un’altra per un numero legale fatto mancare ad arte, si rinvia senza decidere. Il che dimostra in effetti una certa difficoltà a gestire il comune da quando il terzo polo si è reso più autonomo ed il Pdl da solo non riesce più a governare. Sarà dura oggi far passare l’odg – firmato da tutte le forze politiche - di critica alla gestione monocratica della Asl di Chieti che decide spostamenti e tagli di servizi senza informare il comune (il manager Zavattaro è stato nominato dalla stessa maggioranza che regge comune e regione), così come sarà difficile parlare di tribunali da salvare o delle difficoltà a salvare Teate servizi, una delle poche realtà amministrative che sta facendo bene il suo lavoro, ma che fidava nel recupero degli oneri di urbanizzazione non pagati dalle cooperative per rimettere in sesto il suo bilancio. Il recupero invece per il momento non ci sarà e se dovesse arrivare sarà di molto inferiore al previsto. Sull’assestamento di bilancio, nei giorni scorsi si sono incrociati veti e polemiche dopo il parere negativo dei revisori dei conti che hanno criticato aspramente i pagamenti fatti con la gestione dei residui attivi degli anni precedenti. Passerà? non passerà questa che è una vera e propria variazione di bilancio, più che un assestamento? Al di là dell’esito finale, questo non modificherà la gestione normale delle casse comunali, che è sempre più in difficoltà. Resta invece il succo della pressante indicazione dei revisori dei conti: il comune deve avviarsi verso una gestione virtuosa del bilancio.

Ma il pezzo forte della giornata sarà la vicenda Burgo, come spiega bene Alessandro Giardinelli, capogruppo Udc: «Se è vero che i progetti di ricollocazione degli operai sono ancora di la da venire – dice il capogruppo – bisogna fare in fretta per recuperare il tempo perduto. Si tratta di avere un incontro con le aziende interessate ad assumere questi operai, di chiedere alla proprietà una ricollocazione presso le altre fabbriche Burgo e di trattare con la cartiera per incentivare la riassunzione dei dipendenti attraverso la diminuzione dei costi del terreno per quelle ditte che garantiscono la ricollocazione effettiva e immediata». Quello che Giardinelli sostiene in realtà è la necessità di fare chiarezza sull’iter della vicenda progetto In.Te. Sembra infatti che i terreni su cui dovranno sorgere le nuove iniziative non siano stati svincolati dal Comune poiché non è stato completato il processo di caratterizzazione dei suoli e delle acque, per escludere l’inquinamento o per completare la bonifica ambientale.

«Si dice – continua Girdinelli – che sono stati depositati presso lo sportello unico Suap 9 progetti per la costruzione di aziende nel progetto In.Te. Ma ci dicono pure che l’iter burocratico necessario per arrivare ad ottenere da parte del Comune la determina di svincolo, senza la quale non è possibile procedere a nessun progetto, necessita di ancora molti passaggi importanti che certo richiederanno tempi che devono essere definiti con certezza. Ed allora: facciamo presto. La cig sta per scadere».

«Vogliamo sapere – continua Giardinelli - se l’area della ex cartiera è stata svincolata solo nella parte A, cioè la proprietà opzionata dal parco Paglia (anche qui però manca l’ok per la bonifica delle acque). La parte B, dove sorgerebbe il mercato ortofrutticolo, sarebbe ancora interessata da lavori di demolizione, per cui manca la conferenza dei servizi e non c’è lo svincolo del comune. Così nella parte C. Per la parte D (progetto In.Te.) la caratterizzazione sarebbe ancora in corso, per cui mancano l’autorizzazione integrale ambientale e lo svincolo. Mi auguro che queste notizie che circolano non siano vere, ma - al di la di questo - ritengo che se c’è la volontà politica tutto si possa risolvere in breve. Ma non è più tempo di rinvii e di promesse».

Sebastiano Calella  28/11/2011 09:16