Dimensionamenti scolastici. Di Crescenzo: «La Regione non si batte»

Alessandro Biancardi

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GUARDIAGRELE. «La Regione Abruzzo non si attiva contro i dimensionamenti scolastici».

A pensarlo è Gianna Di Crescenzo del gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune” che ritorna sull’argomento.

La Regione Abruzzo, secondo l’attivista, «non farebbe nulla per evitare per contrastare il piano (previsto dalla manovra finanziaria) che riorganizzerà la rete scolastica gli istituti scolastici, ridimensionando e accorpando gli istituti scolastici con pochi alunni. Anzi, si muoverebbe in direzione contraria». «La maggioranza di centrodestra», dice, «in Consiglio Regionale ha provveduto ad approvare le linee guida per procedere agli accorpamenti numerici, senza tenere conto delle esigenze degli abruzzesi, studenti e famiglie, della qualità dell’istruzione pubblica, della continuità educativa e della comunità professionale».

Mentre da un lato c’è chi “combatte” per riprendere in mano la situazione (15 regioni su 20 hanno deciso di impugnare il piano davanti alla Corte Costituzionale, e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del 27 ottobre 2011 ha proposto al Ministero di riprendere la competenza in materia) la Provincia di Chieti dilata i tempi (l’approvazione del piano scolastico era prevista entro il 30 novembre).

Che cosa prevede la riorganizzazione della rete scolastica secondo la manovra finanziaria?

L’obiettivo è la razionalizzazione della spesa scolastica attraverso l’ accorpamento di scuole con un numero esiguo di alunni: la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado saranno aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado; gli istituti compresivi per essere autonomi devono essere costituiti da almeno 1.000 alunni, (500 per i comuni montani); saranno soppressi 1.130 plessi e altrettanti posti di lavoro di dirigente scolastico e direttore dei servizi generali ed amministrativi, oltre a 1.765 posti di collaboratore scolastico. Il rischio è che questa riorganizzazione non tenga più conto di altri fattori, altrettanto importanti, quali la viabilità, trasporti pubblici, tempi di percorrenza , la collocazione geografica (togliere dei plessi nelle aree interne e montane comporterebbe gravissimi disagi ai residenti e notevoli costi aggiuntivi per i Comuni).

«In tutto questo», conclude Di Crescenzo, «anche Guardiagrele rischia di perdere la direzione didattica».

25/11/2011 09:06