Chieti, no dei Revisori dei conti all’assestamento di Bilancio del Comune

Alessandro Biancardi

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Chieti, no dei Revisori dei conti all’assestamento di Bilancio del Comune
CHIETI. I Revisori dei conti hanno detto no all’assestamento di Bilancio del Comune di Chieti.*MELIDEO: «NON SEGUIREMO I CONSIGLI DEI REVISORI»

Il parere, che già era nell’aria e di cui si erano avute ampie avvisaglie nella relazione estiva al rendiconto, rischia di mettere in grave difficoltà l’amministrazione Di Primio: la bacchettata è sonora perché il Comune spende di più di quanto prevede, utilizzando residui attivi degli anni passati. Il che non è consentito dal testo unico della contabilità dei Comuni in quanto questi residui possono essere solo utilizzati come avanzo della gestione. Inoltre, corollario non secondario di questo modo di spendere, utilizzare i residui degli anni passati per ipotizzare e/o gonfiare entrate che però rischiano di non arrivare, rende il Bilancio ballerino e poco credibile. Se infatti queste entrate (sono quasi sempre tributi comunali per acqua, Ici e Tarsu) non saranno riscosse o andranno in prescrizione, resta scoperto il versante delle spese che non potranno essere fatte o saranno autorizzate in deficit. Per questo l’assestamento di bilancio, previsto per fine novembre, non sarà autorizzato. Firmato: il Collegio dei Sindaci revisori e cioè Valerio D’Amicodatri, Rossano Marangione e Angelo Marrone.

In realtà, più che di un assestamento, si tratta di una variazione di bilancio vera e propria, perché interessa moltissime voci di spesa in più o in meno. Con qualche dubbio che è venuto ai revisori sulle spese dei trasporti urbani, dove non viene considerato che la Regione ha tagliato brutalmente in questo settore, così come non sembrano ben calibrate le spese per il personale e per l’acqua. Secondo i Revisori in entrambi questi settori la previsione sembra sottostimata e non opportunamente valutata alla luce sia dei tagli della Finanziaria nazionale per il personale che rendono incomprensibile prima un taglio da 400 mila euro e poi un incremento di 700 mila. Anche per l’acqua il costo è sottostimato e la sua reale incidenza ha costretto i controlli ad una gimkana tra i bimestri pagati per competenza e quelli pagati per cassa, con bollette che fanno arrivare la spesa a 3,8 milioni su base annua, rispetto ai 3,1 previsti in Bilancio ed ai 6,1 messi a ruolo per i cittadini. Insomma l’impressione complessiva è che i centri di spesa vadano per conto loro e siano fuori controllo da parte della Ragioneria, proprio per questo “abuso” di utilizzare i residui per pagare. Insomma si parlano lingue diverse tra Revisori ed amministrazione comunale, con i primi che richiamano continuamente al rispetto dei principi della contabilità e la seconda che di fatto si comporta diversamente.

IL DOCUMENTO INVIATO ALLA CORTE DEI CONTI

Il referto dei Revisori è stato naturalmente inviato alla sezione abruzzese della Corte dei Conti e per conoscenza al Presidente del Consiglio comunale, ai Consiglieri, al Sindaco, al Segretario comunale ed al Dirigente degli affari finanziari. Si tratta di un documento dettagliato di 5 pagine che analizza «la situazione finanziaria dell’Ente che è precaria a causa del permanente ricorso all’anticipazione di tesoreria», che è arrivata ad oltre 11 milioni, con costi eccessivi dello scoperto bancario. Di qui la necessità di un «controllo a campione effettuato sui mandati emessi nel 2010», da cui è emerso che in quest’anno i pagamenti sono aumentati. Estrapolato un elenco di 3000 mandati di pagamento in conto residui, i Revisori hanno effettuato un controllo a campione da cui è risultato che ci sono state spese pagate con i residui che vanno dal 2001 al 2010. Per questo, scrivono i Revisori, siamo di fronte ad «irregolarità nella gestione contabile, in quanto l’imputazione di pagamenti impartita dai  settori competenti su annualità diverse da quelle della maturazione del debito, non consentirà di pervenire ad una rappresentazione veritiera del rendiconto».

 Non basta. Questa operazione contabile – si legge nel Referto - ha effetto sul patto di stabilità perché «il pagamento di spese di competenza con somme stanziate tra i residui passivi (anziché con impegni di competenza) altera l’esatta determinazione del saldo obiettivo».

 Ed ha conseguenze anche sulla situazione finanziaria generale del Comune in quanto «l’utilizzo di residui passivi per spesa di competenza, oltre a costituire grave irregolarità contabile, può essere causa di squilibri finanziari. Infatti, come più volte espresso dal Collegio nelle relazione ai rendiconti, vi è un enorme massa di residui attivi di dubbia esigibilità la cui eventuale mancata riscossione potrebbe generare  uno squilibrio finanziario, potenzialmente attenuabile con l’eliminazione dei residui passivi riaccertati impropriamente». Infine l’invito pressante dei Revisori all’amministrazione ed ai Consiglieri: ve lo abbiamo detto e ripetuto più volte, nelle relazioni ai bilanci e ai rendiconti. Dal momento che il persistere di questi metodi potrebbe comportare responsabilità da Corte dei conti, chi comanda in Comune? La politica e i tecnici finora sono sembrati impermeabili a questi avvisi di pericolo.

Sebastiano Calella  22/11/2011 14:11

MELIDEO: «NON SEGUIREMO I CONSIGLI DEI REVISORI»

 «Se dovessimo dare seguito al suggerimento del Collegio dei Revisori del Comune, ossia di non utilizzare l’avanzo di amministrazione, questo finirebbe con il creare altri contenziosi per l’Ente e, quindi, altri debiti fuori bilancio con, ovviamente, ulteriori aggravi di spesa a carico dei cittadini di Chieti, nonché la sospensione dei servizi, tra i quali quelli scolastici, quelli dedicati al sociale, ecc.»

E’ la posizione della giunta Di Primo esplicitata per bocca dell’assessore al Bilancio, Roberto Melideo.

«non graveremo la città di altri debiti (come fatto dal Centro Sinistra e sulla cui gestione i Revisori dei Conti, sempre gli stessi, non hanno mai avuto nulla da dire) e, pertanto, visto che non esistono impedimenti alla “non applicazione” dell’avanzo di amministrazione 2010 al Bilancio 2011, presenterà la delibera di Assestamento perché predisposta con correttezza e, soprattutto, nell’esclusivo interesse dell’Ente. Ovviamente», ha aggiunto Melideo, «come è giusto che sia, nel partito di delibera sarà riportata la frase “visto il parere del Collegio dei Revisori dei Conti non favorevole” e questo potrà servire, anche a memoria futura, per ricordare come la nostra Amministrazione sia sempre andata avanti sulla strada del risanamento dell’Ente nonostante azioni ostruzionistiche mosse da parte di organi che dovrebbero essere , invece, terzi. Infatti, il Collegio dei Revisori solo di recente, sui provvedimenti contabili dell’Ente, ha assunto una incoerente discontinuità con il passato quando, invece, su atti simili presentati dalla precedente Giunta, si esprimeva sempre favorevolmente».

22/11/2011 17:24