Chieti, dalle polemiche sulla casa "Dopo di noi" spunta un progetto per anziani

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Che cosa si nasconde dietro lo scontro politico sulla costruzione di una struttura per le fasce più deboli e bisognose?

«Le polemiche sul “Dopo di noi”, la residenza che i genitori di molti bambini disabili chiedono di realizzare a Chieti, rischia di essere una polemica sul “dopo di voi”: insomma questa mancata attenzione ai problemi delle fasce deboli della popolazione non fa onore alla maggioranza che amministra il Comune».

Pietro Supino, che pure è coordinatore comunale di Fli, smette i panni della sua appartenenza politica e sindacale (è responsabile provinciale Fials) per rivelare che dietro i tentennamenti per la creazione di una struttura abitativa attrezzata per disabili, in effetti c’è solo un po’ di “distrazione” ed un certo dilettantismo degli amministratori pubblici verso i problemi sociali più acuti, come l’assistenza delle fasce deboli, siano essi disabili o anziani.

«Osservo un pò disorientato i proclami del Comune sulla “casa che c’è”, poi le repliche sulla “casa che non c’è” perché la soluzione trovata dall’assessore Emilia Di Matteo non ha i requisiti previsti dalla legge, come fa notare il capogruppo Udc Alessandro Giardinelli. Poi ci sono stati i rilievi del mio stesso partito all’evanescenza dell’assessore comunale alla sanità, assente in questa vicenda – spiega Supino – tutto questo è la fotografia di come le cose al Comune di Chieti non vanno. Si crede di risolvere il problema, parlando all’esterno e senza coinvolgere chi potrebbe offrire un contributo diretto di esperienza e di professionalità».

Supino non lo dice, ma oltre ad essere un operatore sanitario di lungo corso, è anche direttamente e personalmente impegnato nell’assistenza ai disabili, con un’attenzione allargata a tutte le casistiche della non autosufficienza.

«Mi sarei aspettato di essere coinvolto dall’amministrazione comunale, alla quale ho presentato un progetto cantierabile su una residenza per anziani – continua Supino – ecco il progetto, ecco la relazione. Questa è stata una promessa mancata dell’amministrazione Ricci, alla quale ho dato il mio sostegno proprio per realizzare questo progetto che poi non si è fatto. Con Di Primio la musica non è cambiata: invece di coinvolgere chi – come me – in qualche modo potrebbe offrire un contributo di esperienza, non c’è stata nessuna risposta e nessuna disponibilità. Si sprecano solo comunicati pro e contro. Così non si va da nessuna parte».

3Il riferimento di Supino è al progetto per il recupero ed il riuso funzionale dell’istituto Santa Maddalena di Chieti, situato nel centro storico di Chieti, già sede di Ipab e attualmente abbandonato. Negli anni scorsi l’idea di trasformarlo in Casa di riposo per anziani fu ampiamente dibattuta e poi presentata all’amministrazione di centrosinistra, ma non se ne fece niente. Ora «il rischio di ripetere quell’esperienza negativa si ripresenta – secondo Supino – sia perché siamo in tempi di crisi economica e quindi le realizzazioni sono più difficili, sia perché il Comune tiene il progetto nel limbo. A parole tutti sono d’accordo, nei fatti il Santa Maddalena è destinato solo al degrado». La struttura si estende per 3.600 mq di superficie coperta, su tre livelli, con annesse aree esterne di proprietà per circa 1.100 mq. La proposta progettuale prevede la sua trasformazione in Casa di riposo, con prestazioni “alberghiere” e servizi sanitario-riabilitativi e di tipo culturale e ricreativo. Oltre al nucleo centrale per i servizi generali, il nucleo residenziale prevede 15 mini appartamenti a due letti, 12 ad un letto e 3 camere da letto per due persone. Gli elaborati progettuali sono stati già presentati, ma giacciono in qualche cassetto.

Sebastiano Calella  22/11/2011 09:5