Lanciano, piano integrato di intervento. Wwf:«meno cemento, più recupero per area Torrieri»

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Meno cemento più recupero di strutture esistenti uguale sviluppo. E’ questa, in sintesi, la formula che il Wwf Zona Frentana e Costa Teatina auspica per il territorio di Lanciano.

 

Anche se l’amministrazione comunale si muove in questa direzione, per l’associazione ambientalista si può fare di più nell’area Torrieri. Intanto venerdì 18 novembre il Consiglio Comunale discuterà proprio di due strumenti urbanistici :il Piano Regolatore e del Piano Integrato di Intervento (PII). Il Piano integrato di intervento prevede una serie di interventi urbanistici in 4 aree (Torrieri, Pietrosa, area Fiera, Sangritana).

E’ sull’area denominata Ambito “Torrieri”  che Wwf Zona Frentana e Costa Teatina «chiede di escludere la realizzazione di palazzi residenziali (a quattro piani) e rendere la zona a completa fruizione pubblica recuperando non solo gli edifici dell’ex calzaturificio Torrieri e della Sangritana ma realizzando una connessione con le altre possibili aree verdi della zona per costituire un vero e proprio parco urbano».

Un progetto che va contro ogni logica di speculazione edilizia  e vira verso l’idea di consumo zero del territorio.

«E’ importante», dichiara Ines Palena, presidente  dell’associazione,«che gli interventi previsti dal PII vengano realizzati con gli strumenti e le tecnologie offerte dalla bioedilizia e dai sistemi che valorizzino l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili. Sono oramai diversi i Comuni in Italia che incentivano la qualità delle costruzioni e l’architettura sostenibile».

Per questo Wwf chiede che venerdì non si approvi il Programma Integrato di Intervento «perché i tempi non sono ancora maturi e c’è bisogno di un programma che ponga la qualità della vita dei cittadini davanti agli interessi». Anche il consigliere comunale Alex Caporale è in linea con il Wwf ma ammette, in merito al Torrieri, « che per una serie di ragioni, il Comune ha riproposto un intervento che è rimasto molto impattante e che pone non poche perplessità irrisolte».  «Non sono stati chiariti», dice Caporale,«i criteri di pubblica utilità (ossia, quali sono le reali esigenze della città) che il Comune ricerca: solo denaro? Non esiste poi una studio che rilevi questo tipo di carenza, nè è stato valutato il rapporto costi-benefici dell’intervento». E’ per questo che il consigliere a mezzo lettera,  aveva chiesto al sindaco un rinvio di questo punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di domani, «non solo per poter meglio approfondire i tanti punti non ancora chiari ma anche per condividere questi temi con la collettività».

18/11/2011 9.42