Forest Oil: sabotata una stazione Gps, l’azienda presenta denuncia

Alessandro Biancardi

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    Forest Oil: sabotata una stazione Gps, l’azienda presenta denuncia
BOMBA. Ancora ignoti gli autori del gesto. La notizia viene diffusa dalla stessa Forest Oil.

I cavi della stazione Gps posta in località Corneto, nel comune di Bomba, sono stati manomessi da ignoti. La stazione Gps viene utilizzata per monitorare la subsidenza in prossimità del lago di Bomba. L’azienda utilizza a questo scopo 10 stazioni Gps. Dopo aver verificato le condizioni della stazione ieri stata immediatamente presentata denuncia contro ignoti ed esposto alla Procura della Repubblica. Forest Oil esprime «dispiacere per questo spiacevole episodio che, nondimeno, non intacca la convinzione nel perseguire il progetto di estrazione di gas nel comune di Bomba».

Il progetto non viene visto con favore dalla popolazione. Proprio nelle ultime settimane il clima si sta facendo incandescente e la società ha accusato la politica locale di diffondere una lunga serie di «falsità» sul progetto. «Non abbiamo nessuna intenzione di realizzare una raffineria», dicono dall'azienda, «il nostro sarà un impianto di trattamento del metano che occuperà circa due ettari di terreno». Per quanto riguarda invece l'impatto sull'economia locale, la società invita i politici che sostengono che quest'ultima verrà distrutta a non attenersi solamente a quanto dichiarato dai comitati contrari al progetto, ma «ad approfondire il tema attraverso gli studi che abbiamo effettuato e depositato presso le Istituzioni e che con cognizione di causa affermano l'esatto contrario».

Di contro la politica della zona continua a dire no alla iniziativa della ditta. Per Franco Moroni, capogruppo del Pdl e consigliere delagato alle problematiche petrolifere, si tratta di un «no responsabile».

Moroni ha ricordato che l’intera zona, a causa della sua naturale instabilità idrogeologica e proprio in virtù della presenza dell’invaso, è sottoposta costantemente a gravi rischi per le numerose ed importanti frane attive.

 Sul progetto si è già espressa l'intera provincia di Chieti, decine di associazioni sportive, religiose, culturali, politiche, la Confcommercio, il Wwf, i comuni di Fara Filiorum Petri, Fossacesia, Francavilla, Miglianico, Collemezzo, Roccascalegna, Tornareccio, Altino, Torricella Peligna, Pennadomo, Bomba, oltre a centinaia di cittadini che hanno mandato osservazioni all'ufficio VIA di Antonio Sorgi, organizzato incontri informativi e protestato - civili ma decisi - contro la petrolizzazione della regione. Anche gli eredi di John Fante dalla California si sono espressi contro la trasformazione di Bomba in un campo di gas.

Il comitato di cittadini "Gestione partecipata del Territorio" guidato da Massimo Colonna ha messo in luce «tutte le pericolosità» del progetto della Forest Oil: oltre alla subsidenza, il superamento di limiti legali per le emissioni, la vicinanza della raffineria al centro cittadino, i danni che porterà all'economia agricolo-turistico della zona.

17/11/2011 16.04