Lanciano, il pasticcio di Palazzo 900: decisa la demolizione

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Il destino del Palazzo 900 in via De Titta a Lanciano è deciso. La giunta ha inserito l'abbattimento dell'immobile nel piano triennale delle opere pubbliche, per 350.000 euro.

Nel 2012 del palazzo non resteranno che ruderi. La decisione arriva dopo che le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, hanno dichiarato la struttura illegittima. Intanto le polemiche non si placano. «E’ ora di fare chiarezza », dice Marco Di Domenico, ex assessore all'urbanistica ed attuale consigliere comunale Pdl, «il Consiglio comunale non poteva far nulla per salvare l’opera perché illegittima». E Luigi Toppeta, ex assessore all'urbanistica ai tempi del pasticcio, continua a dire «che l’opera era legittima e una variante al prg avrebbe potuto salvarla».

I fatti  risalgono  al 1997. La struttura fu  costruita senza abbattere due ville che facevano parte di un unico comparto, come previsto dal piano regolatore del 1985.  Una era della società costruttrice, la Dnd Immobiliare, e l'altra apparteneva ad un privato, Pietro Salvatore. Fu proprio il privato, nel 1998 a fare ricorso ed il Tar annullò la concessione edilizia. Ma il palazzo fu costruito comunque e furono venduti i suoi appartamenti.  Luigi Toppeta, all’epoca dei fatti, assessore all’urbanistica ribadisce che «la concessione edilizia del palazzo era legittima, che la responsabilità dell’abbattimento  è  delle amministrazioni che si sono succedute e che sarebbe bastata una variante al piano regolatore (le osservazioni al piano regolatore furono stroncate dalla giunta Paolini),  per salvarlo».

Un j’accuse quello di Toppeta smentito di sana pianta da Marco Di Domenico.

 «E’ ora di finirla con queste accuse», dice, «stupisce come l’avvocato Toppeta intervenga sul tema per scaricare colpe su altri quando è stato artefice in prima linea ed in duplice veste di quella pratica edilizia sia come ex assessore all’urbanistica, facendo rilasciare le concessioni edilizie dichiarate poi illegittime ed annullate dal Tar e dal Consiglio di Stato, sia come legale e consulente della impresa costruttrice. Secondo Toppeta l’Amministrazione Paolini bis, con le osservazioni al nuovo prg avrebbe dovuto sanare quegli abusi, magari integrando le norme tecniche ad hoc, al fine di rendere legittimo ciò che più giudici amministrativi, all’unisono , hanno affermato essere contrario alle previsioni urbanistiche ed alla legge?».

 Il pensiero ora non può che andare ai i poveri privati acquirenti che ignari ed in buona fede acquistarono gli appartamenti “del pasticcio”.

 mb  17/11/2011 9.02