RETROCESSIONE

Calcioscommesse: Teramo in Lega Pro, ricorso a Collegio Coni

Campitelli: «io trattato come il peggior presidente d’Italia»

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Calcioscommesse: Teramo in Lega Pro, ricorso a Collegio Coni

TERAMO. «Procederemo immediatamente al ricorso davanti al Collegio di Garanzia del Coni chiedendo la riforma dell'ingiusta sentenza e l'urgente sospensione dei suoi effetti».

Lo preannuncia l'avvocato del Teramo Calcio, Vincenzo Cerulli Irelli, a seguito della sentenza di Appello che sottrae il Teramo alla Serie B confinandola alla Lega Pro.

Un duro colpo per la società. Tifosi frastornati, Campitelli quasi senza parole. Sono le prime e uniche reazioni che escono dallo stadio di Teramo dove in tanti hanno atteso la sentenza d'Appello sulle vicende della squadra biancorossa. Il presidente della società se ne andato quasi subito, mentre i tifosi gli chiedevano a gran voce di non mollare e di proseguire il cammino in Lega Pro. Di "sentenza abberrante" ha parlato a caldo il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi che attende di leggere le motivazioni.

«Si è capito tutto, se proscioglievano me il Teramo era in B. Io sono una delle persone più serie d'Italia, forse il calcio non merita persone serie», ha detto Campitelli. «Il Catania si è comprato 6 partite ed è a meno 9 - continua Campitelli - non si può distruggere così una persona». E alla domanda su cosa farà adesso con il Teramo risponde: «Non lo so cosa farò. Rimettere solo soldi per poi essere trattato così... Io sono stato trattato come uno dei peggiori presidenti del calcio italiano. Sto andando in crisi. Sono distrutto, non ho mai imbrogliato nessuno. Si è capito che l'Ascoli doveva salire».

«La sentenza della Corte federale d'appello e' profondamente ingiusta laddove conferma il coinvolgimento del presidente Luciano Campitelli nell'illecito sportivo e percio' la responsabilita' diretta della societa' - prosegue il legale della societa' biancorossa. L'estraneita' del Presidente e' stata dimostrata con solidi argomenti e non smentita da argomenti contrari. Ma la Corte ha ignorato completamente ogni argomentazione e ha ribadito la responsabilita' diretta con l'intento di privare il Teramo calcio della serie B appena conquistata e aprendo le porte all'Ascoli che anziche' vincere sul campo preferisce vincere con le carte bollate. Confidiamo nella giustizia e nella competenza del massimo organo sportivo indipendente e sovrano».

«Intanto», ha commentato il legale del Teramo calcio, l'avvocato Eduardo Chiacchio, «abbiamo recuperato la Lega Pro ed il professionismo rispetto alla richiesta di retrocessione in serie D con 20 punti di penalizzazione della Procura Federale. Il Teramo ha perduto la serie B per la condanna di Campitelli, peraltro ridotta a tre anni e io sono convinto che il presidente andava prosciolto al pari del presidente del Savona Delle Piane. Anche questa disparità di trattamento al momento non è comprensibile. Mi chiedo chi risarcirà i danni a Campitelli ed al Teramo quando il presidente sarà tranquillamente prosciolto in sede penale».

In attesa delle motivazioni, la corte ne è convinta: la partita che il 2 maggio diede la storica promozione in Serie B agli abruzzesi fu combinata. Si trasforma quindi in delusione l'attesa dei tifosi biancorossi che si sono recati allo stadio Bonolis per assistere all'allenamento della squadra ed attendere insieme il verdetto. Verdetto che invece fa felice l'Ascoli, giunto in classifica dietro al Teramo e ora promosso in aula, al prossimo campionato cadetto. Così come la Virtus Entella che subentra al Catania e che nella prima giornata affronterà proprio i marchigiani.

LE SENTENZE

Caso Catania: Pablo Cosentino (ex ad Catania) 4 anni inibizione e 50 mila euro. Piero Di Luzio (dirigente) 5 anni più preclusione e 50 mila euro. Catania retrocessione in Lega Pro e 9 punti di penalizzazione.

Caso Savona-Teramo: Giuliano Pesce (direttore sportivo) 3 anni e mezzo e 50 mila euro. Davide Matteini (calciatore) 3 anni e mezzo e 60 mila euro. Ercole Di Nicola (ex ds l'Aquila) 5 anni più preclusione e 100mila euro. Marco Barghigiani (ex collaboratore Savona) 4 anni e 60 mila euro. Marcello Di Giuseppe (ds Teramo) 4 anni e 100 mila euro. Marco Cabeccia (ex Savona) prosciolto. Enrico Ceniccola (ex collaboratore Savona) 6 mesi e 30mila euro. Fabio Di Lauro (allenatore) 2 anni e mezzo e 40mila euro. Ninni Corda (allenatore) 2 anni. Luciano Campitelli (presidente Teramo) 3 anni e 100 mila euro. Savona penalizzazione di 6 punti in Lega Pro e 30 mila euro. Teramo penalizzazione di 6 punti in Lega Pro e 30 mila euro. Aldo Dellepiane (presidente Savona) prosciolto. Luparense San Paolo prosciolta. - Filone Dirty soccer: Claudio Arpaia (presidente Vigor Lamezia), 5 anni e mezzo e 80 mila euro. Salvatore Astarita (calciatore Akragas) 2 anni 3 mesi e 25 mila euro. Felice Bellini (consulente Vigor Lamezia), 5 anni e 50 mila euro. Domenico Capitani (presidente Torres), 5 anni più preclusione e 80mila euro; William Carotenuto (calciatore San Severo) 3 anni 6 mesi e 60mila euro; Ninni Corda (tecnico SS Barletta Calcio), un anno e 30mila euro; Francesco Massimo Costantino (allenatore Torres) 3 mesi e 5mila euro; Savino Daleno (tesserato Città di Brindisi) 5anni più preclusione e 50mila euro; Fabio Di Lauro (allenatore), 4 anni 3 mesi e 70mila euro; Ercole Di Nicola (ds L'Aquila Calcio 1927), 4 anni 9 mesi e 80mila euro; Giorgio Flora (vice presidente Città di Brindisi) 4 anni e mezzo e 70mila euro; Fabrizio Maglia (ds Vigor Lamezia) 4 anni e mezzo e 80mila euro; Giuseppe Sampino (agente di calciatori), 4 anni e mezzo e 70mila euro; L'Aquila Calcio 1927 1 punto e 25mila euro; Torres retrocessa in Serie D e 15mila euro; Vigor Lamezia retrocessa in Serie D e 30mila euro. (

L’ASCOLI FESTEGGIA

Dunque il sogno del Teramo di giocare in Serie B svanisce davanti alla Corte federale d'appello. A far festa, invece, è l'Ascoli che, così come la Virtus Entella, approda nel campionato cadetto, in virtù delle sentenze dell'organismo presieduto da Gerardo Mastrandrea. Se i giudici di II Grado, com'era nelle previsioni, hanno limato da -12 a - 9 la penalizzazione del Catania (che annuncia comunque un appello al Collegio di Garanzia del Coni), retrocesso in Lega Pro per le partite combinate dal suo presidente Antonino Pulvirenti (che ha ritirato il ricorso contro la sua inibizione a 5 anni e 300 mila euro), non hanno invece restituito al Teramo la Serie B. Resta l'amara consolazione, per il club di Luciano Campitelli (ridotta l'inibizione da 4 a 3 anni, resta l'ammenda di 100 mila euro), di non dover ripartire dalla Serie D, come aveva invece stabilito il Tribunale federale nazionale. Ricomincerà (sempre che il patron lo voglia) dalla Lega Pro con un handicap di 6 punti (e una multa di 30 mila euro), così come il Savona che evita i Dilettanti, perché viene prosciolto il suo presidente Aldo Dellepiane.

Porte girevoli anche verso il basso: la Vigor Lamezia e la Torres vengono retrocesse in Serie D e condannate al pagamento di 30mila e 15 mila euro ciascuno. A festeggiare sono invece Messina e Pro Patria che si 'appropriano' della Lega Pro, contribuendo a sostituire le lettere che la Lega Serie B e la Lega Pro avevano inserito nei sorteggi dei calendari fatti in settimana. Le leghe dovranno ora attendere il consiglio federale di lunedì, in programma all'Expo di Milano, per vedere ratificate le decisioni dei giudici. La Lega Pro, inoltre, conoscerà soltanto allora la sua 54/a squadra che andrà a sostituire il Castiglione (che ha rinunciato al posto, dopo aver vinto il campionato di Serie D). Non senza ricorsi: diversi club, infatti, in scia al Seregno, si sono rivolti al Collegio di Garanzia del Coni affinché venga annullata la decisione della Figc di ridurre l'organico a 54 e venga riportato a 60 squadre, come previsto dalle Noif (norme federali).