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TERAMO, ANCORA DANNI ALLA CHIESA DI S. GIUSEPPE

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TERAMO. È un grido d'allarme per la salvaguardia della Chiesa di San Giuseppe ed anche per i rischi per l'incolumità pubblica derivanti dallo stato in cui versa l'edificio religioso, stato che si è aggravato dopo il sisma di agosto che ha provocato "una frattura rovinosa del campanile", quello lanciato da Teramo Nostra che, dopo la diffida alla Soprintendenza del mese di luglio, ha organizzato per il 6 ottobre una manifestazione volta a sensibilizzare la popolazione senza escludere il ricorso a nuove iniziative giudiziarie.

«A gennaio 2016, anche a seguito di una perizia che evidenziava il pericolo di crollo, la soprintendenza aveva ordinato alla Curia, che formalmente è possessore di questo bene, di eseguire dei lavori - spiega l'avvocato Giovanni Gebbia - e dava un termine di 60 giorni per effettuarli».

Lavori, secondo Teramo Nostra, che la Curia non ha realizzato per una carenza di risorse. Da qui una diffida verso la sovrintendenza, «che avrebbe dovuto agire d'imperio», che non ha sortito risultati nemmeno rispetto ad una copertura provvisoria e la decisione di indire una manifestazione ad ottobre. La Chiesa di San Giuseppe è una delle più antiche a Teramo e al suo interno conserva anche un altare attribuito all'artista polacco Sebastiano Majewsky, che visse a Teramo nel XVII secolo e realizzò alcune opere per la Sagrestia del Duomo.