SCALATA FATALE

Abruzzo. Dramma della montagna: trovati morti i due militari dispersi sul Corno Grande

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Abruzzo. Dramma della montagna: trovati morti i due militari dispersi sul Corno Grande
ABRUZZO.  Sono in corso da ieri sera le ricerche di due militari di stanza a L'Aquila partiti ieri mattina da Campo Imperatore per una escursione sul Corno Grande, la cima più alta del Gran Sasso, in Abruzzo.

«Un compagno che li aspettava, non vedendoli arrivare, si è recato a Campo Imperatore, ha trovato la loro automobile e ha dato l'allarme - ha riferito Antonio Crocetta, delegato regionale del Soccorso alpino - ; ora sono impegnati nelle ricerche anche Guardia di Finanza e Forestale. E' stata anche allertata la Prefettura di Teramo».  E' possibile che i due siano stati sorpresi dal maltempo, dato che nel pomeriggio nella zona è calata una fitta nebbia e che si siano trovati in difficoltà anche per la neve e il ghiaccio presenti sulla cima del Corno. Le ultime notizie parlano di alcuni oggetti ritrovati, delle impronte e un canale presumibilmente causato da una scivolata. Nella mattinata si alzerà in volo un elicottero per perlustrare la zona che è piuttosto impervia e pericolosa.

ORE 10.30: UNO RITROVATO MORTO

 I vigili del fuoco hanno ritrovato il corpo privo di vita di uno dei due alpini pugliesi dispersi sul Gran Sasso, versante teramano. Iniziate le operazioni di recupero, mentre continuano le ricerche del secondo disperso con l'impiego anche di squadre cinofile e Tas (Topografia applicata al soccorso). Tre elicotteri - del 118, forestale e vigili del fuoco - hanno allestito un campo base a Campo Imperatore. I due sono scivolati in un dirupo per circa 200 metri dalla via Normale direzione Valle dei Ginepri. Pare, inoltre, che non fossero dotati di ramponi.

ORE 11.40 TROVATO MORTO ANCHE L’ALTRO DISPERSO
Non giungono buone notizie dal fronte dei soccorsi.
Infatti anche l'altro alpino disperso sul Gran Sasso e' stato recuperato privo di vita. I decessi sono stati accertati dal medico del soccorso alpino del Cai. Al recupero delle salme ha provveduto l'elicottero del 118. I corpi sono ora a disposizione dell'autorita' giudiziaria.
I militari pugliesi, di 26 e 30 anni, entrambi di istanza presso la caserma "Pasquali" de L'Aquila, erano usciti ieri per un'escursione sulla vetta di Corno Grande, ma non erano rientrati in caserma nonostante il sopraggiungere della notte. 

RICERCHE DIFFICOLTOSE. FORSE LASTRA DI GHIACCIO E’ STATA FATALE

Alcuni soccorritori della Forestale hanno spiegato che ieri notte intorno alle 2.30 erano state trovate sulla via normale che conduce al Corno Grande, le chiavi dell’autovettura e dei bastoncini e per questo le ricerche sono state orientate verso la località Conca degli Invalidi – Vallone dei Ginepri.
Alle prime luci della mattinata è stato fatto decollare l'elicottero del Corpo Forestale da Rieti, un AB 412, che ha portato in quota le squadre di soccorso per un avvicinamento alla zona di ricerca.
Dopo un prima ricognizione sono stati individuati i corpi esanimi dei due Alpini che sono stati recuperati dall'elicottero del 118.
Sono in corso le indagini per capire i motivi del decesso: la pista più accreditata è che i due giovani siano scivolati su una lastra di ghiaccio e siano precipitati per oltre trecento metri.
Fatale l'impatto con le rocce.   
Nella zona di Campo Imperatore fin dai primi momenti è stato presente il Comandate della caserma degli Alpini di L'Aquila.
In mattinata sono giunti dalla Puglia i familiari dei giovani Alpini.
 Tutte le operazioni di ricerca e recupero sono state coordinate dalla Prefettura di L'Aquila che si è avvalsa della professionalità del Soccorso alpino della Forestale, del corpo Nazionale de Soccorso Alpino e Speleologico, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e del Vigili del fuoco.

I NOMI
I due militari si chiamavano  Giovanni De Giorgi, 26 anni, di Galatina (Lecce) e Massimiliano Cassa (28) di Corato (Bari).
Tra le ipotesi alla base della tragedia una lastra di ghiaccio che li avrebbe fatti precipitare e la nebbia che potrebbe aver contribuito a disorientarli.

Il forte vento che ha iniziato a spirare in tarda mattinata sta rallentando le operazioni di recupero delle salme dei due giovani alpini morti sul Gran Sasso dopo essere scivolati e caduti per qualche centinaio di metri durante un'escursione. Le squadre di soccorso a terra hanno predisposto i corpi per l'imbarco sull'elicottero, ma il forte vento impedisce l'uso del verricello. I soccorritori stanno cercando di abbassarsi di quota per esporre meno il velivolo del 118 e procedere all'imbarco, quando le condizioni meteo lo consentiranno.

«Erano due bravissimi ragazzi, orgogliosi della loro professione e di appartenere al corpo degli Alpini - racconta il tenente colonnello Pietro Piccirilli - Erano esperti perché addestrati, non sappiamo cosa sia successo sul Gran Sasso dove erano andati in un momento libero dal servizio».  Cordoglio è stato espresso da tutto il mondo alpino tramite Carlo Frutti, segretario del Comitato organizzatore dell'Adunata Alpini L'Aquila 2015, e dal Capo di Stato Maggiore dell' Esercito, Generale di Corpo d'Armata Claudio Graziano. «Le montagne abruzzesi spesso sono sottovalutate. Anche la via più facile può diventare fatale» commenta l'alpinista abruzzese Italo Fasciani che il 3 ottobre ha raggiunto la vetta himalayana del Cho Oyu (8.201 metri) e sul Corno Grande ha svolto parte dell'allenamento. «Uno scivolone sul ghiaccio su un pendio di 40 gradi fa prendere una tale velocità che è come saltare nel vuoto. Andare giù per 100 metri e scontrarsi con le rocce produce danni inevitabili».