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LANCIANO. LAVORATORI DELLA TAIM IN SCIOPERO

«Stipendio accreditato, sciopero fallito»

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         LAVORO. LANCIANO.   La RSA Fiom e la Segreteria Provinciale della Fiom Cgil della Taim di Lanciano hanno deciso di indire un’ora di sciopero perché lamentano ritardi nell’accreditamento degli stipendi. «Esigiamo rispetto», dicono i sindacati in una nota, « vogliamo che quest’Azienda arrivi a considerare le maestranze parte integrante del sistema produttivo e non piccoli numeri da pagare con comodo. Sappiamo che ci sono tanti problemi, sappiamo che spesso, con spirito di servizio, sopportiamo, ma ora siamo stufi». Si parte con lo sciopero lunedì prossimo, nell’ ultima ora lavorativa (dalle ore 16:30 alle ore 17:30).
«SCIOPERO FALLITO»
In una nota firmata da 35 lavoratori i dipendenti prendono le distanze dall’iniziativa dei sindacati: «la stragrande maggioranza dei lavoratori della Taim srl, ci tiene a manifestare il proprio dissenso sia per l'oggetto della protesta (tra l'altro l'accredito dello stipendio era stato già effettuato tra il 18 e 19), sia per le modalità usate; tale dissenso è evidente e generale (dei 30 lavoratori presenti, solo uno ha infatti aderito allo sciopero).
Dunque i 35 dipendenti (su un organico di 37 dipendenti) «sentono il dovere di evidenziare come, nei numerosi anni di attività dell'azienda, lo stipendio è sempre rimasto una certezza, anche in un periodo come questo, in cui molte aziende hanno già chiuso i battenti da tempo ed altre sono in grave difficoltà. Infine, tali dipendenti si dissociano da iniziative prese da singoli, o da ristretti gruppi di persone, che vengano promosse e annunciate come se fossero state preventivamente discusse, approvate e sostenute da tutti».
«SCIOPERO FALLITO»
In una nota firmata da 35 lavoratori i dipendenti prendono le distanze dall’iniziativa dei sindacati: «la stragrande maggioranza dei lavoratori della Taim srl, ci tiene a manifestare il proprio dissenso sia per l'oggetto della protesta (tra l'altro l'accredito dello stipendio era stato già effettuato tra il 18 e 19), sia per le modalità usate; tale dissenso è evidente e generale (dei 30 lavoratori presenti, solo uno ha infatti aderito allo sciopero).Dunque i 35 dipendenti (su un organico di 37 dipendenti) «sentono il dovere di evidenziare come, nei numerosi anni di attività dell'azienda, lo stipendio è sempre rimasto una certezza, anche in un periodo come questo, in cui molte aziende hanno già chiuso i battenti da tempo ed altre sono in grave difficoltà. Infine, tali dipendenti si dissociano da iniziative prese da singoli, o da ristretti gruppi di persone, che vengano promosse e annunciate come se fossero state preventivamente discusse, approvate e sostenute da tutti».