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Occupano alloggio popolari, in manette due rom subito rilasciate

Il 9 luglio l’udienza in tribunale

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CRONACA. VASTO. Due donne di etnia rom, S.M., 50enne, e B.R., 26enne, rispettivamente madre e figlia, residenti a Vasto, ma di fatto domiciliate a Pescara, sono state arrestate ieri mattina dai carabinieri di Vasto coadiuvati dai militari dell’Aliquota Radiomobile.

Le due donne, sono state sorprese in un appartamento di proprietà dell’ Ater di Lanciano-Vasto, subito dopo aver abbattuto un muro di mattoni precedentemente realizzato per bloccare la porta d’ingresso e, quindi, scongiurare l’occupazione abusiva. Subito dopo l’arresto, le due donne sono state accompagnate davanti al Tribunale di Vasto per essere giudicate con il rito direttissimo. Il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, su richiesta della difesa, ha fissato l’udienza per il prossimo luglio, rimettendo in libertà le indagate ed applicando nei loro confronti la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Vasto. Il 9 luglio prossimo, le due donne dovranno difendersi dall’accusa di invasione di edificio e danneggiamento aggravato.

OPERAZIONI NON FACILI
«Lo avevamo promesso ai cittadini e stiamo mantenendo fede al nostro impegno», ha detto il sindaco Luigi Albore Mascia.
Le operazioni di questa mattina «sono state tutt’altro che facili», ha ammesso il primo cittadino, « e, nonostante la presenza massiccia di tutte le Forze dell’Ordine, ci sono stati anche momenti critici».
L’intervento è scattato intorno alle 7.30 quando, dopo un breve briefing in questura, sono partite circa una decina di pattuglie della Polizia municipale, coordinate dal maggiore Danilo Palestini, con Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, e poi medici con autoambulanze al seguito, pediatri e ginecologi, Vigili del Fuoco, operai dell’Ater, operatori della Attiva per la bonifica dei rifiuti e le ditte di trasloco. Quando alle 7.30 oltre un centinaio di unità hanno risvegliato il Ferro di Cavallo, con lampeggianti e sirena, tra i palazzi si è scatenato il putiferio. In via Tavo 171 è arrivata la prima pessima sorpresa: l’alloggio da liberare era situato al primo piano rialzato, 60 metri quadrati complessivi, composti da 3 vani più due servizi, ed era stato occupato da una famiglia Rom, quattro persone adulte e un minore.
«Quando siamo arrivati», ha spiegato l’assessore Del Trecco, «l’alloggio era pieno di mobili, senza gli occupanti abusivi che però hanno evidentemente rimosso anche le finestre, la caldaia, i termosifoni e persino le porte, procurando danni ingentissimi che stiamo già sistemando per consentire la rioccupazione legittima e immediata dell’alloggio». I due appartamenti situati al civico numero 181 sono entrambi di 79 metri quadrati: «nel primo abbiamo trovato due adulti e tre minori, ma, dopo un’intensa mattinata tra gli uffici, non è stato comunque possibile recuperare l’appartamento in quanto i due adulti, moglie e marito, entrambi Rom, sono sottoposti agli arresti domiciliari, provvedimento che la Procura non ha potuto revocare, rendendo impossibile al Comune e all’Ater rientrare in possesso dell’appartamento, situato al sesto piano».
Nel terzo alloggio, liberato, situato al terzo piano, sono stati trovati due adulti, moglie e marito, senza minori, ma anche in questo caso l’alloggio era in precarie condizioni. Ancora più difficile lo sgombero dell’appartamento in via Tavo 183, sempre di 79 metri quadrati, occupato abusivamente da 4 adulti, e dove la presunta titolare dell’occupazione si è barricata per alcune ore sul balcone di casa, al quarto piano, minacciando di lanciarsi nel vuoto se le Forze dell’Ordine avessero tentato di farla uscire dall’alloggio. La vicenda si è conclusa positivamente, ossia con lo sgombero dell’alloggio, dopo circa tre ore di trattativa con la Polizia municipale.