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Consorzio bonifica Valle Peligna: «a rischio 30 stagionali»

Fai- Cisl lancia l’allarme

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L'AQUILA. «Il Consorzio di Bonifica Interno versa in una situazione di grave crisi finanziaria e rischia di non poter garantire i servizi all'agricoltura di tutta la Valle dell'Aterno e della Valle Peligna».

A lanciare l'allarme è Feliciantonio Maurizi, Segretario generale aggiunto Fai-Cisl Abruzzo, che rivolge un appello alla Regione, per avviare «in tempi strettissimi» il rifinanziamento dell'articolo13 della legge regionale 36, che prevede il contributo annuale ordinario ai Consorzi di Bonifica.
Per il rischio è quello di bloccare, di fatto, «l'intero sistema agro-alimentare, con centinaia di aziende che operano sul territorio». Il contributo è diminuito negli anni e, per il 2012, stando al bilancio regionale, sarà pari a zero. Situazione questa insostenibile e ingiustificata, che mette a rischio la riassunzione di 30 operai stagionali e il pagamento degli stipendi al persone fisso, una decina tra impiegati e operai.
L'altra azione, che deve mettere in campo la Regione, «senza ulteriori indugi», prosegue Maurizi, «è quella di rimuovere gli ostacoli normativi che impediscono al Consorzio di Bonifica di Pratola Peligna di sviluppare l'attività di produzione di energia idroelettrica. In particolare, c'è la centrale di Raiano che sarebbe pronta ad avviare tale produzione, ma ciò è impedito da cavilli normativi facilmente superabili e da movimenti ambientalisti di facciata».
Lo sfruttamento dell'acqua, anche ai fini della produzione di energia, fa notare la Fai-Cisl, «potrebbe rendere autonomo il Consorzio da un punto di vista finanziario e stabilizzare un elevato numero di dipendenti stagionali, creando nuova occupazione».
All'appello alla Regione Abruzzo, la Fai-Cisl aggiunge quello agli amministratori del Consorzio «affinche' approvino rapidamente il bilancio di previsione: un passaggio indispensabile per programmare la nuova stagione irrigua».