BANCHE LOCALI

Banca di Teramo,«notevoli criticità». Scatta interrogazione al Ministero dell’Economia

Documento firmato dal vice presidente della Camera, Roberto Giachetti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4659

Banca di Teramo,«notevoli criticità». Scatta interrogazione al Ministero dell’Economia

Gianni Chiodi

TERAMO. Sulla Banca di Teramo arriva una interrogazione parlamentare dei Radicali a firma del vicepresidente della Camera dei Deputati, Roberto Giachetti rivolta ai Ministri dell’economia e della giustizia.
Si chiedono maggiori controlli sul sistema bancario abruzzese «per scongiurare il pericolo dell’imposizione di tassi di usura».
Giachetti espone alcuni aspetti rilevati, tra le «notevoli criticità» della «situazione del sistema bancario abruzzese».
«E’ stato gia’ stato provocato un grave danno per i risparmiatori, gli azionisti e l’intera economia abruzzese», scrive il deputato. «Ora vengano svolti accurati controlli per evitare il peggio. In particolare, l’atto di sindacato ispettivo dà voce ai piccoli risparmiatori, detentori di azioni e obbligazioni bancarie, teramani in particolare che a centinaia hanno subito nei mesi scorsi gravi perdite economiche a causa della traballante situazione di importanti istituti di credito. Viene così raccolto il senso delle denunce, anche collettive di scarsa, se non proprio vilipesa tutela dei risparmiatori e del tessuto imprenditoriale della provincia di Teramo e della regione Abruzzo».
Per questo viene chiesto dal vicepresidente della Camera se i ministeri interpellati dispongano di elementi in merito alle notizie reiterate da organi d’informazione locali nel corso dello scorso mese di novembre circa l’obbligo imposto a piccoli imprenditori di acquistare quote azionarie della Banca di Teramo di Credito Cooperativo per poter accedere a finanziamenti o addirittura l’imposizione di tassi di usura.

«Il tutto millantando credito e coperture in settori della magistratura teramana e di Bankitalia per scoraggiare denunce o proteste. A queste notizie si aggiunge la circostanza delle dimissioni del collegio dei revisori dei conti della banca», aggiunge Giachetti.
Il vicepresidente tira in ballo anche l’ex presidente della Regione, Gianni Chiodi, e viene sottolineata «l'inopportunità dell'elezione, quale presidente del collegio dei revisori dei conti del commercialista dottor Giovanni Chiodi, socio di studio del dottor Carmine Tancredi, membro del consiglio d'amministrazione della banca».
Giachetti riporta anche ampi stralci della relazione al bilancio in cui si legge: «Il Collegio sindacale ha preso atto del rapporto ispettivo della Banca notificato il 28 marzo 2014, nel quale si evidenziavano delle divergenze valutative in merito ad alcune posizioni creditizie, rispetto alle collocazioni effettuate dalla banca. Esse sono state dettagliatamente esplicitate nella relazione sulla Gestione al bilancio di esercizio al 31 dicembre 2013, nella quale si specifica che, qualora dette ulteriori rettifiche, oggetto di analitico approfondimento, fossero state integralmente recepite nel bilancio al 31 dicembre 2013, avrebbero fatto emergere una perdita di 2,1 milioni di euro con conseguenze sul Patrimonio di Vigilanza che si sarebbe attestato su 13,2 milioni di euro».
Per la Banca d'Italia pertanto alcune posizioni creditizie sarebbero dovute essere iscritte diversamente nel bilancio, presumibilmente tra i crediti inesigibili, ma questo oltre a comportare una perdita superiore ai 2 milioni avrebbe inciso sia sul patrimonio, che sulla capacity stessa dell'istituto di concedere il credito.
Giachetti chiede se si intendano assumere iniziative normative per rafforzare i controlli sul sistema bancario.