FINANZA

Abruzzo. Bilancio Carichieti: «profonda opera di pulizia che rafforza la credibilità»

Accantonati 83 mln di crediti incagliati, erogati 350 mln di prestiti. Rosso a quota 11,4 mln

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CARICHIETI

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CHIETI. Più raccolta diretta, più ricavi di intermediazione e più rettifiche, cioè più pulizia nei conti, da cui sono stati cancellati 83 mln di crediti “non performing”, quelli di difficile riscossione.
Questo il Bilancio d’esercizio 2013 della Carichieti, appena approvato all’unanimità e che registra un “rosso” di 11,4 mln, definito «una perdita che crea valore».
 Le cifre più significative del documento contabile sono 2.065 mln di impieghi netti, in diminuzione rispetto al 2012 per effetto della crescita dei fondi di rettifica ed una lieve diminuzione del comparto prestiti che è simile al trend nazionale che registra un meno 4,2%.
La raccolta diretta è cresciuta di oltre 230 mln (+9,7%, in controtendenza rispetto alla riduzione dell’1,8% registrata in Italia) e questo ha consentito un miglioramento della liquidità.
Mentre il conto economico presenta un incremento del margine di intermediazione, definito «il migliore della storia della banca», di circa 0,9 mln, ottenuto anche con la riduzione delle spese amministrative (- 2,7 mln).
Infine il tasso di copertura delle sofferenze è pari al 58,3 % come nel 2012, e quello complessivo delle attività “deteriorate” è migliorato di 9 punti percentuali.
«Si tratta di un risultato estremamente positivo – commenta Mario Falconio, presidente della Cassa di Risparmio – che certifica la gestione prudenziale della banca per quanto riguarda la propria solidità patrimoniale. Carichieti infatti ha migliorato notevolmente le percentuali di copertura dei crediti deteriorati ed ha centrato tutti gli obiettivi dei principali indicatori dell’attività bancaria, a volte migliorandoli anche significativamente».

 In altre parole, il dato più significativo di questo bilancio 2013 è stata proprio la capacità di cancellare dal bilancio 83 mln di crediti “incagliati”, considerati quasi come inesistenti, mentre le attività di recupero già messe in atto li potrebbero riportare nelle casse della banca. Il che (le “sopravvenienze attive”) significherebbe almeno 20-30 mln recuperati, più che sufficienti a coprire gli 11,4 mln di rosso ed a portare in attivo i conti finali.
Questa operazione chiude un triennio di “rettifiche”, cioè di pulizia dei conti, che si aggira sui 150 mln e che nel 2013 è stata più incisiva dello scorso anno con 83 mln totali che sono ben 34 mln in più rispetto all’analoga sforbiciata del 2012.
Forse è questa la testimonianza che i conti siano in buona salute e che la gestione abbia raggiunto risultati concreti evitando di eccedere nell’accollarsi rischi eccessivi come nel recente passato, rischi peraltro coperti oggi senza richiedere soldi ai soci.
 Insomma questo Bilancio, firmato anche dal direttore Roberto Sbrolli, corona una rincorsa non solo all’utile, ma soprattutto alla credibilità della Carichieti, iniziata nei primi mesi del 2011 dopo una burrascosa visita ispettiva della Banca d’Italia.
«Non c’è stata però solo un’opera di pulizia, ma anche una decisa riduzione dei costi accompagnata da un aumento della redditività assoluta – spiega ancora il presidente – questo ha portato il “core tier 1”, cioè l’indicatore primario della solidità della banca all’attuale 8,70 (nel 2012 era del’8,54), a fronte di un requisito minimo dell’8%».
 Con questo bilancio 2013 gli accantonamenti sembrano finiti, salvo ulteriori piccole rettifiche, perché sembra che la Banca d’Italia si sarebbe accontentata anche di una rettifica da 50 mln. Dunque la Carichieti si presenta ai suoi soci (80% Fondazione e 20% Banca Intesa) ed ai suoi correntisti con una solidità mai vista in passato e con un nuovo modello di business, con forme di credito più prudenti.
Ciò nonostante lo scorso anno sono stati erogati 350 mln di finanziamenti reali sul territorio della provincia di Chieti e per quest’anno si prevede di arrivare anche a 300 mln. Il tutto con l’approvazione del CdA e della Fondazione che hanno condiviso e supportato le scelte operative.

Sebastiano Calella