BANCHE

Sindacati ancora contro la Carichieti: «anche la nuova dirigenza evita il confronto»

Poche informazioni e trasparenza anche nel “nuovo corso” del dopo Di Tizio

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

5133

il direttore generale Sbrolli

il direttore generale Sbrolli

CHIETI. Se il cambiamento c’è stato la dirigenza della cassa di risparmio di Chieti ad oltre un anno da una serie di scossoni e cambiamenti non li ha comunicati ai sindacati.

Tutte le sigle peraltro contestano un certo atteggiamento non tanto sfuggente quanto totalmente disinteressato al confronto con le stesse organizzazioni che non vengono aggiornate su questioni anche vitali, né informate su richieste alquanto datate. Insomma nulla di nuovo sotto il sole. Dopo l’ennesima nota inviata alla direzione della Carichieti e datata 20 giugno nono vi è stata alcuna risposta.
Fabi, Fiba, Fisac e Uilca nella fattispecie lamentavano il mancato confronto sul rinnovo
della polizza sanitaria. Un problema interno e specifico, certo, ma che secondo le organizzazioni sindacali la dice lunga di come anche la nuova Carichieti proceda spedita da sola senza le zavorre imposte dalla concertazione.
Così anche se il contratto prevedeva che l’eventuale rinnovo e cambiamento delle condizioni della polizza dovesse precedere l’informazione ai sindacati, la banca ha invece persino cambiato compagnia assicurativa.
Probabilmente i sindacati avrebbero anche fatto a meno di inasprire ulteriormente le relazioni se non fosse stato per il fatto che quasi certamente il premio da pagare per i dipendenti aumenterà.

«Non siamo d’accordo», dicono i sindacati, «anche alla luce delle dichiarazioni dell’alta direzione che negli ultimi incontri ha annunciato importanti performance di Bilancio in riferimento alla semestrale 2012».
Nel contempo il fondo banche assicurazioni ha approvato un progetto da 250mila euro per la formazione che è stato assegnato alla Carichieti ma, precisano i sindacati, «senza le firme dei rappresentanti delle confederazioni Cisl, Cgil e Uil, richieste appena pochi giorni prima della scadenza dei bandi, le risorse a disposizione dal fondo sarebbero andate perse».
Insomma il clima è caldo e molte delle speranze di vero cambiamento dopo la gestione Di Tizio sono ancora da realizzare.

«Ravvisiamo, purtroppo, proprio in un periodo in cui si dichiarano la trasparenza e la democrazia, la mancanza di numerosi appuntamenti con i sindacati che l’azienda ha disatteso», aggiungono i sindacati, «verifichiamo inoltre, con rammarico, un analogo comportamento da parte del Presidente della Fondazione, quest’ultima, azionista di riferimento della Carichieti. Eravamo e rimaniamo preoccupati. Tutto ciò non può certamente giovare alla costruzione di un clima unitario indispensabile in un contesto internazionale, nazionale e regionale di forti incertezze. Siamo consapevoli che l’unione fa la forza, ma il clima aziendale non è quello della serenità, ma solo del sospetto; non è della libertà di espressione, ma della paura di comunicare. Siamo consapevoli che l‘azienda ha la necessità di costruire un nuovo clima che tuttavia, a nostro avviso, non può essere certificato solo da un test ma dovrà essere verificato sul campo e confermato da soggetti istituzionali quali da sempre sono riconosciuti, i sindacati».