VOTI E VELENI

Politica e poltrone. Cialente: «ho subito richieste, minacce e ricatti». Il caso in Parlamento

Magliocco (Pdl): «mercimonio di una politica vecchia e logora»

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 Politica e poltrone. Cialente: «ho subito richieste, minacce e ricatti». Il caso in Parlamento
L’AQUILA. Le ultime ore di campagna elettorale a L’Aquila sono infuocate.

Già nei mesi scorsi il clima era incandescente ma nelle ultime 24 ore la politica cittadina sta dando il peggio di sé. Complice Facebook i protagonisti continuano a parlare della vicenda della ‘compravendita’ (qualcuno l’ha definita proprio così) delle poltrone in periodo di apparentamento, ovvero le tre «postazioni» che Cialente ha promesso via mail all’onorevole Toto (Fli)  per Luigi Faccia e Enrico Verini anche senza apparentamento ufficiale.
«Io non chiedevo nulla in cambio nel ballottaggio di domenica e lunedì come si evince nella email», torna a spiegare Cialente dopo pranzo sulla sua pagina Facebook. «Come da discorsi intercorsi con Toto, ribadivo il disegno politico di rendere più forte ed omogenea una maggioranza di governo della città, e soprattutto di proiettarla sulle elezioni regionali. Tutto qui, tanto è vero che nella mia mail scrivevo che offrivo questa prospettiva indipendentemente dalle scelte che Fli avrebbe fatto nel ballottaggio».
E se Verini e Faccia non hanno risparmiato accuse al primo cittadino uscente (chiamandolo ‘Pinocchio’ e sostenendo che per «raggiungere i suoi scopi passerebbe anche sul cadavere dei suoi parenti»), Cialente restituisce la ‘cortesia’: «Verini e Faccia mi hanno chiesto assessorati, e mi hanno minacciato e ricattato dicendo che avrebbero pubblicato la lettera da me inviata a Toto e soprattutto l'accordo tra Toto e Silvio Paolucci se non avessi ceduto», scrive sul social network. E poi ripete ancora, come nelle ultime 24 ore «io non ho ceduto al ricatto! Io non cedo ai ricatti! Io non cedo ai ricatti, costi quel che costi!!!!!».
Al sindaco resta il rammarico, ammette, «di scoprire di aver riposto stima e fiducia, umana e politica, in persone come Toto, Verini e Faccia che hanno operato questo gesto, che credo li qualifichi agli occhi di tutti».


VERINI: «MA QUALE RICATTO…»
Partecipa alla discussione su Facebook (lo ha fatto già nella giornata di ieri e sta continuando a farlo anche oggi) Enrico Verini: «Addirittura io e Faccia ti avremmo ricattato?? Veramente sei un uomo con la bugia nel Dna!»
L’ex candidato sindaco di Fli scrive di non aver mai chiesto nulla a Cialente e di non averlo incontrato «nemmeno una volta» in questi giorni. Nessuna chiamata telefonica, assicura affidandosi all’attendibilità del suo tabulato telefonico.
E va avanti: «Faccia, che hai incontrato, solo dopo che per giorni lo hai tempestato di telefonate, è venuto con un testimone, per l’ esattezza un rappresentante degli albergatori e, alle tue offerte, ha detto no. poi scusa, una domanda.. Ma se tu non ti vergogni del contenuto della tua mail in cui offri prebende e poltrone (rifiutate) , che ricatto sarebbe renderla nota a tutti??? La verità è che si è visto che tratti le Spa del comune, come merce di scambio politico. E il resto son chiacchiere».


INTERROGAZIONE AL MINISTRO

Intanto questa mattina Armando Dionisi, commissario regionale Abruzzo Udc e
Pierluigi Mantini dell’esecutivo Nazionale Udc hanno depositato un’interrogazione al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, per chiedere quali misure intende assumere il governo, a partire dal caso specifico dell’Aquila, «al fine di garantire che tali ingerenze della politica nella lottizzazione dell’amministrazione gestionale, professionale e tecnica degli enti locali, non alterino il corretto svolgimento delle elezioni amministrative e comunque siano prevenute e contrastate, anche attraverso un nuovo codice etico per gli enti locali».
«I fatti emersi, attraverso prove documentali, sono gravi», commentano i due, «contrari al rispetto dei principi di legalità, trasparenza e professionalità negli incarichi pubblici, e generano seri dubbi sulla gestione amministrativa passata e su quella futura in una situazione tanto delicata quale è quella del comune dell’Aquila dopo il terremoto».
Sugli aspetti di rilevanza penale «indagherà eventualmente la magistratura», sottolineano i due esponenti dell’Udc. 


PDL: «MERCIMONIO DA VECCHIA POLITICA»

E in queste ultime ore è agguerrito anche il Pdl che domenica e lunedì sosterrà il rivale di Cialente, Giorgio De Matteis sebbene non si sia optato per un apparentamento ufficiale.
Alfonso Magliocco parla di «mercimonio» che «dimostra come la politica aquilana sia non solo vecchia e logora nei modi e nelle persone ma che non ha nemmeno la dignità di tacere trasformando una cosa seria, L'Aquila, in una farsa».
Ma Magliocco se la prende anche con Verini «un "giovane" candidato a sindaco che sa di vecchio, che gioca a costruire liste solo per garantirsi la propria rielezione e posizioni per i suoi amici. Sembra una fotografia del passato ed invece è la realtà che accade oggi, nel 2012, a L'Aquila, sempre piú metafora di un Italia incapace di nuove e coraggiose scelte».