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Parlamento Ue chiede stop alla pesca elettrica

Ambientalisti esultano, bocciata proposta Commissione europea

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Parlamento Ue chiede stop alla pesca elettrica

BRUXELLES. Altolà del Parlamento europeo alla proposta della Commissione sulla pesca a impulsi elettrici, ritenuta dannosa per gli ecosistemi marini, e ad impatto negativo sulla pesca artigianale. Con due emendamenti al regolamento sulle misure tecniche per la pesca, l'Eurocamera ha chiesto il divieto totale della pesca elettrica nell'Unione, anche rispetto alle deroghe concesse a partire dal 2006, per quella a impulsi. Esultano le ong ambientaliste e le organizzazioni della piccola pesca francesi e britanniche, per la sconfitta della linea proposta dall'esecutivo comunitario e appoggiata dai pescatori olandesi e delle organizzazioni più rappresentative del settore come Europeche.

Secondo i primi, questo tipo di pesca a strascico, basata sullo stordimento dei pesci sui fondali tramite elettrodi applicati alle reti, è causa di distruzione degli ecosistemi marini. Per la Commissione e l'Olanda, che ha praticamente da sola sfruttato le deroghe concesse dall'Esecutivo dal 2006, la pesca a impulsi è una tecnica innovativa che riduce le catture indesiderate, i danni ai fondali e le emissioni di CO2. Seppure vietata dal 1998, dal 2006 la pesca a impulsi elettrici è oggi ammessa solo a fini sperimentali e limitata alle acque del mar del Nord meridionale e al 5 % della flotta di sfogliare di ciascuno Stato membro.

La Commissione proponeva di eliminare la seconda deroga. E invece adesso si trova a dover negoziare un testo definitivo con l'Europarlamento che chiede il divieto totale. I paesi membri dell'Ue, nel maggio scorso, hanno approvato in Consiglio un compromesso che punta a mantenere i limiti attuali, con deroghe possibili solo dopo la presentazione di studi scientifici sugli impatti. Ma l'esecutivo comunitario ha già annunciato di voler andare avanti. "Sulla pesca a impulsi e tutte le altre questioni chiave del regolamento, la procedura legislativa proseguirà", ha assicurato il commissario responsabile, Karmenu Vella. L'Ong francese Bloom, al centro di una mobilitazione che in Francia ha coinvolto anche catene di supermercati e chef stellati esulta per "una vittoria formidabile per gli oceani".

Il regolamento sulle misure tecniche della pesca semplifica e riunisce norme oggi distribuite su 30 regolamenti proponendo la regionalizzazione di alcune di esse. Ma è criticato anche da altre ong ambientaliste, come Seas at risk e il Wwf, secondo cui "gli eurodeputati hanno hanno votato per abbassare gli standard ambientali esistenti".