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Bussi. Goio: affidamento diretto per 900mila euro per analisi che non vogliono usare

Ancora meline dalla conferenza dei servizi: bonifica chi l’ha vista?

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Bussi. Goio: affidamento diretto per 900mila euro per analisi che non vogliono usare

ROMA. Emergono ancora notizie non di poco conto dalle riunioni sulla bonifica di Bussi a conferma che dopo 10 anni di commissariamento l’opacità ha governato sovrana.

Documenti spariti o difficili da reperire non solo per cittadini o associazioni ma anche per lo stesso ministero che continua a riferire di una presunta difficoltà nel ricostruire l’attività dell’ex commissario straordinario, Adriano Goio, come se non esistessero archivi digitali, rendicontazione, procedure e controlli su quanto speso.

Ieri si è tenuta a Roma l’ennesimo tavolo tecnico e conferenza di servizi che avrebbe dovuto fare il punto e redigere finalmente una road map chiara sul percorso da seguire per arrivare alla bonifica. Invece si può dire che non stiamo nemmeno a “caro amico”.

Nei giorni scorsi il Forum H2o aveva chiesto alle istituzioni di identificare i soggetti responsabili ai quali formalmente contestare e intimare la bonifica ma questo non è stato ancora fatto. Significa che non si può applicare il principio “chi inquina paga” perchè le istituzioni pubbliche non hanno ancora avuto la voglia di indicare i soggetti titolati per legge a bonificare.

«Dalla Conferenza dei servizi sono emersi elementi sconcertanti, relativi alla caratterizzazione del sito, che rischiano di rendere vano quanto fatto negli ultimi 8 anni e di riazzerare il percorso verso la bonifica del territorio», ha detto Augusto De Sanctis, del Forum H2o, di ritorno dalla riunione nella Capitale, alla quale hanno partecipato gli esponenti dei ministeri dell'Ambiente e della Salute, della Regione Abruzzo, dell'Istituto superiore di sanità, della Edison e delle altre società coinvolte, dell'Ispra, dei sindacati e delle associazioni ambientaliste.

«Il ministero ha ricevuto solo due giorni fa le carte del piano di caratterizzazione dell'ex commissario Goio e sta cercando di mettere ordine in un quadro che risulta particolarmente caotico - fa sapere De Sanctis - inoltre è emerso che per quanto riguarda la caratterizzazione della mega discarica Tre Monti, le analisi che Goio fece fare nel 2014 sono state pagate 980.000 euro e l'Arta si rifiuta di validarle, in quanto ha soltanto ricevuto i campioni in sede, senza partecipare alla raccolta».

Un aspetto quest'ultimo, che - come riferisce De Sanctis - ha indotto la Regione a chiedere se l'affidamento sia stato fatto secondo i canoni di legge.

«Noi abbiamo chiesto di verificare se l'Arta sia effettivamente tenuta a validarle e abbiamo invitato il ministero quanto meno ad acquisire le analisi fatte fare dalla Procura nel 2007 - prosegue l'esponente del Forum H2o - troviamo infatti assurdo e inaccettabile ripartire da zero dopo tutto questo tempo».

Alcuni rilievi sono stati avanzati anche per la mancanza di notifica e di contraddittorio nelle analisi effettuate da Goio il che svuoterebbero di autorevolezza gli stessi dati peraltro effettuati da un pubblico ufficiale. la sensazione è stata che proprio per queste ed altre ragioni si tenderebbe a non utilizzare analisi costosissime utilizzate per il piano di caratterizzazione. Insomma si va verso l’ennesimo danno (erariale) in questa vicenda fatta di ritardi ed errori che costano caro alla collettività non solo in senso economico ma soprattutto ambientale.

Secondo De Sanctis, inoltre, nel corso della Conferenza dei servizi, sono emerse ulteriori criticità.

«Per quanto riguarda la palancolatura, ovvero la recinzione realizzata in un'area privata intorno all'area Tre Monti, la Edison ha ricevuto soltanto la fattura senza ricevere alcuna comunicazione riguardante gli elementi progettuali e potrebbe dunque sollevare delle questioni riguardanti il mancato invio delle necessarie notifiche - spiega l'esponente ambientalista - stesso discorso riguarda le analisi, che sono state effettuate senza notificare alla Edison che erano in corso, con il rischio che la società possa dunque rifiutarsi di riconoscerle».

Confusione massima anche per gli altri piani di caratterizzazione che sono necessari e alla base di qualunque progetto di bonifica che non esistono. Nel frattempo starebbe andando avanti anche il bando da 45 mln di euro per la bonifica ma anche su questo sarebbero sorti problemi.

Sono molti i timori anche di eventuali incursioni delle procure che inducono in grande attenzione per le procedure e nonostante questo si continua a non fare chiarezza nè trasparenza.

Indicativo è che a partecipare alla conferenza di servizi una cinquantina di persone (ma con l’assenza di molti sindaci) e nessuno ha sentito il bisogno di informare la cittadinanza sugli esiti dell’incontro. Ministero e Regione compresi.