INQUINATORI

Sversati nel mare di Pescara 500 milioni di feci in tre mesi». Parte la denuncia

Ma Del Vecchio smentisce: «numeri stratosferici… che calcolatrice è stata usata?»

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Sversati nel mare di Pescara 500 milioni di feci in tre mesi». Parte la denuncia

PESCARA. Armando Foschi dell’associazione ‘Pescara Mi Piace’ questa mattina porterà in Procura gli atti sulla continua emergenza inquinamento in mare.

L’associazione ha infatti deciso di depositare tutte le carte in proprio possesso negli uffici giudiziari di via Lo Feudo per capire cosa sta accadendo nel fiume, nel mare, nel depuratore, per individuare le eventuali responsabilità e per avere risposte, «a fronte di una classe politica dirigente assolutamente incapace».

Foschi spiega di essere entrato in possesso delle carte che certificano «un vero scandalo» che si sta verificando con cadenza quasi quotidiana, nel fiume e nel mare.

Si calcola, dati alla mano, che dal 10 agosto scorso e fino a pochi giorni fa, sarebbero stati sversati in mare tra i 300 e i 700 milioni di litri di feci e liquami. Ma dal Comune questo dato esorbitante viene smentito.


MARE Sì, MARE NO

Per tutta l’estate c’è stato il balletto dei dati inerenti la balneazione: oggi mare-sì, domani mare-no, poi di nuovo mare-sì e via dicendo. Un disastro iniziato nel 2015, con la storia dell’ordinanza fantasma del sindaco Alessandrini, e ritornato alla ribalta nazionale anche nei giorni scorsi quando il caso è stato trattato dalle Iene.

Alessandrini ha continuato a negare le proprie responsabilità, parlando dell’ormai celebre ‘disfunzione funzionale’ anche a fronte di intercettazioni telefoniche inequivocabili.

Ovvero: a Pescara bastano due gocce d’acqua, dunque non nubifragi, né tantomeno esondazioni, per mandare in crisi il depuratore di via Raiale e indurre i gestori della struttura, l’impresa Di Vincenzo, a deviare il flusso di liquami nel bypass a valle, con lo sversamento diretto di quei liquami nel fiume e nel mare senza la depurazione imposta dalla legge.

«In pochi giorni abbiamo raccolto un faldone con tutte le comunicazioni inerenti l’apertura del bypass e la chiusura», spiega l’esponente dell’associazione.



TUTTI I DATI

Si parte il 10 agosto, bypass aperto alle 22.30 causa pioggia, e liquami sversati sino alle 15.55 dell’11 agosto, per 17 ore e 20 minuti; il 5 settembre bypass aperto alle 19.30 e chiuso alle 6.30 del 6 settembre, dopo 11 ore di sversamenti.

Lo stesso 6 settembre il bypass è stato nuovamente riaperto alle 9.30 e gli sversamenti sono proseguiti ininterrottamente fino alle 7 dell’8 settembre, dunque per due giorni, ovvero per 45 ore consecutive.

Di nuovo bypass aperto l’11 settembre alle 9.20 con lo sversamento diretto nel fiume dei liquami sino alle 20 dello stesso giorno, per 15 ore; bypass riaperto il 16 settembre alle 12.15 e chiuso solo alle 5 del 17 settembre, dopo 17 ore; il 19 settembre il bypass è stato aperto alle 18.15 e chiuso alle 8 del 20 settembre, dopo 14 ore; ancora il giorno seguente, il 21 settembre, apertura bypass alle 19.50 e chiusura alle 6.30 del 22 settembre, dopo 11 ore di sversamenti continuativi; altra apertura bypass alle 22.30 del 3 ottobre, chiusura alle 8.30 del 4 ottobre, dopo 10 ore; ancora il 5 ottobre aperto il bypass alle 7.30 e chiuso solo dopo 5 ore, alle 12.30, con il ripristino del depuratore; neanche ventiquattro ore e il 6 ottobre, di nuovo, apertura bypass alle 23.10 e chiusura alle 18.50 del 7 ottobre, dopo 19 ore di sversamenti; e ancora il 9 ottobre bypass aperto e chiuso solo alle 9.10 del 10 ottobre; passano 5 ore e sempre il 10 ottobre il bypass è ripartito alle 14.30 per essere chiuso solo alle 7.50 dell’11 ottobre, dopo 17 ore e 20 minuti; sempre l’11 ottobre apertura bypass alle 17.30 e chiuso solo alle 10.40 del 12 ottobre, dopo 17 ore e 10 minuti; poi si passa al 15 ottobre, con apertura bypass dalle 9.30 alle 11; il 16 ottobre il bypass è stato aperto dalle 9.40 alle 12 a causa dei lavori effettuati dall’Aca sui sollevamenti finali della linea fognaria per la riparazione della tubazione di rilancio dalle vasche di prima pioggia al sollevamento IS9.

Infine arriviamo al 26 ottobre, appena 3 giorni, fa, quando la Di Vincenzo ha comunicato di aver aperto il bypass alle 22.30 per la pioggia post-terremoto: «non sappiamo a che ora e in che giorno la situazione è tornata alla normalità», ha ripreso Foschi.


LE SOMME

La situazione prospettata è «aberrante e spaventosa», sottolinea l’associazione: «complessivamente abbiamo conteggiato tra le 202 e le 210 ore di sversamenti diretti dei liquami nel fiume e nel mare. E la ragione è assurda: bastano due gocce di pioggia a determinare un’eccedenza tale di afflusso al depuratore da correre il rischio di mandarlo in tilt, giustificando dunque il bypass, che significa uno sversamento di feci e liquami che oscilla tra i 300milioni di litri (o 300mila metri cubi) e i 700milioni di litri (o 700mila metri cubi). E per compensare tali sversamenti e i loro effetti sull’ambiente, si calcola che siano stati utilizzati circa 113milioni di litri di oxystrong, o acido peracetico».


LE RESPONSABILITA’ DEL SINDACO

E il peggio non è finito, secondo l’associazione perchè l’impresa che gestisce il depuratore invia le proprie comunicazioni inerenti apertura e chiusura del bypass a Regione, Provincia, Arta, Aca e, infine, al sindaco Alessandrini che è anche il primo responsabile della salute dei cittadini: «non hanno mosso un dito, non fanno nulla per impedire tale dramma ambientale».


«SOLO SENSAZIONALISMO»

In attesa che la Procura analizzi quei dati il vice sindaco Enzo Del Vecchio smentisce i numeri di Foschi: «è difficile capire quale calcolatrice e soprattutto con quale logica il già consigliere comunale Armando Foschi abbia usato per stabilire i dati sugli sversamenti nel fiume Pescara, che pure sono stati puntuamlente oggetto di ordinanze da parte del sindaco Marco Alessandrini per tutto il periodo da lui preso in considerazione. Con un calcolo cervellotico e approssimativo, facendo confusione fra reflui e acque piovane, Foschi azzarda lo sversamento del fiume di oltre, tenetevi forte, 356 milioni di litri di materiali che, per rendere più gestibile il dato, equivarrebbero a 356.000 metri cubi. Cifre impressionanti. Ma a cui mancano però logica e algoritmo».

Secondo Del Vecchio ancor più «drammatico e stupefacente, anche per le conseguente che ciò potrebbe avere in altre sedi», è quello dell'utilizzo di almeno 113 milioni di litri di acido peracetico: «secondo Foschi le acque sarebbero state trattate con 113.000 metri cubi della sostanza, traducendo in scala».
Del Vecchio spiega che per dare una dimensione “realistica” a tale affermazione, bisogna pensare che solo per trasportare 113.000 metri cubi di acido peracetico al depuratore, ci sarebbero voluti almeno 3.800 autobotti (la capienza della cisterna di un mezzo è di circa 30 metri cubi); un viavai, 3.800 viaggi, che si sarebbe verificato fra i mesi di agosto e settembre.

«Va da sé che solo questi numeri, talmente stratosferici e privi di benché minimo riscontro oggettivo, oltre che di buon senso, denotano la totale irresponsabilità di un soggetto che, pur di acquisire un minimo di visibilità, è pronto anche a lanciare cifre... spaziali. E non abbiamo considerato i costi che tali operazioni avrebbero avuto sulla terra».

FOSCHI: E LE CARTE?

«Prendiamo atto della presunta smentita del vicesindaco Del Vecchio», commenta Foschi, «peccato che alle sue parole abbia dimenticato di allegare anche i documenti capaci di smentire quelli in nostro possesso, vuol dire che avra' modo di consegnarli a qualche altra Istituzione».